War games, l'attacco a Twitter e la paura della cyberguerra

Scritto da Spiare.com • Domenica, 9 agosto 2009 • Categoria: Internet e sicurezza


Fino a qualche anno fa, a imbrattare siti e a introdursi nei computer di banche e governi erano giovani smanettoni in cerca di notorietà: siti visitati da milioni di persone venivano modificati con scritte inneggianti a questa o quella causa, o semplicemente riempiti di insulti.

Li chiamavano defacement. Solo successivamente gli attacchi informatici si sono trasformati in un giro d'affari milionario, gestito con sistemi da criminalità organizzata. Si è iniziato così a parlare di frodi informatiche, di phishing, truffe sempre più elaborate per entrare in possesso delle identità e dei conti bancari di milioni di navigatori.

Oggi assistiamo a un nuovo salto di qualità, ben più allarmante: dietro i virus, i worm, i denial-of-service, non ci sono più ragazzini geniali o bande di malfattori. Ora, i sospettati numero uno sono le intelligence, gli stati maggiori, i governi.


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