Video-sorveglianza intelligente: dà un senso a ciò che "vede"

Scritto da Spiare.com • Venerdì, 27 febbraio 2009 • Categoria: Video Sorveglianza


Diversi progetti sono in via di realizzazione per rendere intelligenti i sistemi di video sorveglianza. Gli operatori umani che, osservando le immagini riprese dalle videocamere a circuito chiuso, notano inuitivamente le anomalie nel comportamento dei soggetti ripresi, potranno avvalersi di nuove apparecchiature, sensibili ed automatiche, come aiuto per un controllo più sistematico.

Un ampio articolo sul Guardian descrive i progressi che si stanno compiendo all'Università di Leeds, in Inghilterra, nella realizzazione di software capaci di riconoscere i furti di biciclette ed individuare gli oggetti trasportati, grazie ad un sofisticato sistema di visione artificiale del computer, che può accorgersi di attività sospette.

Migliorando le capacità dispositivi già esistenti, che tracciano i movimenti di chi passa davanti agli obiettivi di controllo, si è pensato di far loro rilevare le differenze nelle persone che lasciano e riprendono le biciclette nelle aree di sosta. In termini informatici, ciò vuol dire mettere a confronto blocchi di pixel in movimento in tempi differenti. I test iniziali, in cui 11 su 13 furti simulati sono stati riconosciuti con successo, sfruttavano l'uso di abiti colorati per distinguere gli individui e lanciare un allarme antifurto quando questi erano diversi.

Un'altra parte dello studio è dedicato al riconoscimento di oggetti trasportati, basandosi su forma e colore. L'applicazione sviluppata dal team di ricerca è capace di evidenziare tutti gli oggetti che vengono introdotti dalle persone all'interno degli edifici e rilevare quando ne escono senza.

Se controlli di questo tipo fossero fatti da persone, ci vorrebbe un intero esercito inchiodato davanti agli schermi di vigilanza. L'automazione apre la strada ad una maggiore efficienza. Per esempio, una persona che indossa un giubbotto rosa brillante ferma sulla banchina di una stazione ferroviaria può farsi notare, ma molto più significativo è chi attende, ma per tre volte consecutive non sale sui treni.

Grazie ad algoritmi, dati di alta qualità provenienti da videocamere posizionate in più punti, maggiore definizione, e sequenze di fotogrammi più veloci, i nuovi sistemi sapranno dare un senso a ciò che "vedono" e far partire una segnalazione.

Cercare di riconoscere se una persona agisce in maniera sospetta è l'obiettivo delle macchine progettate anche presso l'Università dell'Ohio. Analizzando e costruendo modelli di comportamento, il computer impara a distinguere ciò che può essere considerato deviante dalle norme comuni, come chi si ferma in posti inusuali, si aggira nei parcheggi o abbandona borse.

Dovremmo preoccuparci di queste crescenti abilità? Chi si occupa di privacy dal punto di vista legale fa notare che la tecnologia ha fatto passi da gigante, ma la legislazione non si è adeguata ai progressi. Rendere i sistemi più sofosticati, metterli in grado di identificare le persone e seguirne i movimenti, hanno bisogno di regole aggiornate e studiate ad hoc. Garantire maggiore sicurezza ai cittadini è importante, ma lo è altrettanto tutelare la libertà da intrusioni digitali a cui ancora non corrispondono appropriate salvaguardie.

Fonte Lastampa.it

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