USA, web intercettato?
Scritto da Spiare.com • Martedì, 28 settembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Intercettazioni
FONTE: Punto Informatico. La notizia è apparsa in esclusiva tra le pagine online del New York Times: le autorità federali degli Stati Uniti, in stretta collaborazione con i vertici della National Security Agency (NSA), avrebbero la più ferma intenzione di introdurre nuove regole per rendere le comunicazioni a mezzo Internet più facilmente controllabili.
Un disegno di legge sponsorizzato dalla stessa amministrazione del Presidente Barack Obama, da approvare nel corso del prossimo anno. E una regolamentazione necessaria, data la sempre più massiva migrazione dei cittadini statunitensi verso le tecnologie in Rete. Un problema, almeno per le autorità a stelle e strisce. Intercettare comunicazioni a sfondo criminoso e/o terroristico attraverso le tradizionali linee telefoniche sarebbe ormai divenuto quasi inutile. I nemici del paese si anniderebbero tra i più vasti e indisturbati meandri della Rete.

Saranno anche sopravvissuti alla Guerra fredda e a missioni ad alto rischio contro i terroristi islamici, avranno vissuto incredibili avventure in stile James Bond, ma di fronte all’esplosione della Rete, con tutte le sue possibilità e i suoi pericoli, i veterani dei servizi di spionaggio britannici sono costretti a deporre le armi.
A differenza del secondo martedì di gennaio, quando Microsoft pubblicò
Un tempo si pensava che le intercettazioni potessero essere appannaggio della sola magistratura o di esperti di spionaggio internazionale. Oggi non è più così. A diversi livelli siamo diventati potenzialmente tutti un po’ spioni. E non occorre essere dei «cyber-terroristi» o degli «hacker».
Vi è mai capitato di pensare che qualche sito era meglio navigarlo in sessione privata? Se la risposta è si, leggete attentamente ciò che segue, perché avete decisamente lasciato molte più tracce di quante ne eravate disposti a considerare.Le sessioni di navigazione privata impediscono ai siti che cliccate di lasciare informazioni nella cronologia e nelle cartelle di file temporanei e cookies. In locale.
Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha detto oggi che per contrastare i reati di istigazione alla violenza su Internet non presenterà un disegno di legge, ma punterà alla realizzazione di un codice di autoregolamentazione degli operatori.
Più di 8 genitori su 10 (l'83%) temono i siti con contenuti pericolosi e più di 5 genitori su 10 (55%) un possibile contatto online da malintenzionati o pedofili.
Era stato monitorato per nove mesi dalla propria azienda mentre navigava su internet. E non solo. Tutti i dati erano stati copiati, salvati e conservati. Pagine viste, numero di connessioni effettuate e tempo trascorso su ogni sito.







