Voglio essere una spia
Scritto da Spiare.com • Venerdì, 23 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Controspionaggio
Da James Bond, passando per Sydney Bristow del telefilm Alias fino all’ultima sexy spia russa (stavolta vera) beccata a New York, gli agenti segreti suscitano sempre un misto di invidia e fascino. Chi non ha mai sognato di muoversi come uno 007, con gadget di ogni tipo e per ogni evenienza? Pcworld ha fatto un bel check di tutti gli oggetti più strani comprabili in Rete e ha stilato una bizzarra (quanto affascinante) classifica: tutti i gadget che non puoi non avere per essere una vera spia. Telecamere collegate allo smartphone Orologio da parete, deodorante per ambiente, ciabatte elettriche: non c’è oggetto dove non si possa inserire una mini telecamera che mandi direttamente il segnale al vostro smartphone. Si va dai 200 ai 700 dollari, ma se scegliete la ciabatta (1209 dollari), oltre alla telecamera c’è anche un microfono. E per 100 dollari in più si attiva la funzione che ti avvisa quando qualcuno inizia a parlare.

Milano come Tel Aviv. In vista dell’Expo che nel 2015 trascinerà in città tra venti e ventinove milioni di persone, il Comune si allena ad affrontare il rischio terrorismo piazzando «telecamere intelligenti» sugli obiettivi sensibili. E non si concentra solo sugli allarmi bomba: tra le quattro priorità da controllare con il software che il vicesindaco Riccardo De Corato ha personalmente visionato in Israele e da un paio di mesi sta testando in sei impianti puntati su piazzale Cadorna ci sono anche risse, scippi e la caccia ai writers.
Per diletto o per emulare Tinto Brass, girava per il supermercato armato di zainetto con telecamera incorporata e riprendeva sotto le gonne di ignare signore e signorine.
Sistemi integrati di videosorveglianza solo nel rispetto di specifiche garanzie per la libertà delle persone. Appositi cartelli per segnalare la presenza di telecamere collegate con le sale operative delle forze di polizia.
Filmare il vicino di casa non è violazione della privacy. Almeno se l’attività serve ad accertare presunti reati. Suona più o meno così l’archiviazione decisa dal gip Federico Montalto, su richiesta del pubblico ministero, per un caso che vedeva imputata una coppia di Seren del Grappa (Belluno) con l’accusa di interferenza nella vita privata dei vicini.
Dieci autobus di linea collegati direttamente con altrettante pattuglie della polizia municipale. Con un sistema di allarme, attivato direttamente dal conducente del mezzo pubblico, che metterà immediatamente in azione la macchina dei vigili urbani più vicina, permettendo la localizzazione del bus in pericolo grazie a un sistema Gps. Partirà a febbraio la fase sperimentale del nuovo sistema di sicurezza a cui sta lavorando l’Atac, su disposizione dell’assessore capitolino alla mobilità Sergio Marchi, con la collaborazione della polizia municipale. Le linee scelte per la sperimentazione saranno tutte ultra-periferiche.
Nasce dalle frange irrequiete del web italiano e subito diventa un caso: è un progetto per contrastare il proliferare delle videocamere di sorveglianza. Si chiama Anopticon ed è sul sito Tramaci.org, gestito dal 31enne veneziano Enzo A., che si autodefinisce un hacker (il suo nickname è Etno) e preferisce rimanere anonimo, "per paura delle ritorsioni delle autorità". Beninteso, il progetto è legale: è una mappa delle videocamere di sorveglianza (installate in luoghi pubblici) sparse per le città italiane.
Ne aveva già parlato il Ministro Maroni, ieri, durante la conferenza stampa in cui sono state presentate le nuove misure anti-'ndrangheta per il Reggino. Stamattina l'Assessore alla sicurezza del Comune di Reggio, Amedeo Canale, annuncia un ulteriore passo avanti del progetto 'Reggio Sicura':
Recentemente a Londra si è verificato quello che passerà alla storia come il più grande furto britannico, alla gioielleria Graff. I volti dei due rapinatori sono stati ripresi dalle telecamere a circuito chiuso, peccato però che le riprese fino ad ora non abbiano portato alla soluzione del caso.







