Le nuove spie della Cia: forni e televisori
Scritto da Spiare.com • Lunedì, 21 gennaio 2013 • Commenti 0 • Categoria: Controspionaggio
Avviare la lavatrice durante la corsetta al parco, aggiustare le luci del soggiorno dal supermercato e accendere il forno, aspettando di tornare a casa inghiottiti dal traffico. Se da una parte le connessioni e i comandi wireless degli oggetti di uso quotidiano potrebbero rendere più semplice la vita delle persone, dall’altra potrebbero essere attività facilmente rintracciabili, dati memorizzabili per mappare luoghi e abitudini di chiunque. Tanto che servizi di intelligence potrebbero sfruttarli come una nuova tecnica di spionaggio, e sostituire così le care e vecchie cimici nascoste per casa. La Cia prima di tutti. A suggerirlo è lo stesso direttore dell’agenzia di intelligence, David Petraeus, come riporta Wired.com, intervenuto a una conferenza della In-Q-Tel, una società che si occupa di sviluppare nuove tecnologie da applicare nel campo dell’intelligence, sostenuta dalla stessa Cia.
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Spionaggio, hacktivismo e super virus. Queste le principali minacce che colpiranno il mondo informatico nel 2013. I risultati arrivano incrociando le previsioni della maggiori aziende che si occupano di sicurezza informatica, da Stonesoft a Sophos passando per Fortinet e Blue Coat. I problemi maggiori riguarderanno i grandi sistemi di gestione nazionale. Gli stati moderni investono una gran quantità di fondi nella a difesa cibernetica, molti però hanno deciso di puntare anche sull'offesa, addestrando uomini-cyber e allestendo mini città per la guerra del futuro, che si giocherà soprattutto dietro ai computer. Non è un caso che due delle potenze mondiali, quali Regno Unito e Stati Uniti, abbiano deciso di realizzare riserve speciali e piccole cittadine dove formare la milizia dei prossimi anni, composta non solo da soldati muscolosi ma anche da nerd mingherlini in grado di violare i più sofisticati sistemi di sicurezza.
Sun Tzu, nel suo libro ‘L’arte della guerra’, lo aveva specificato senza alcuna remora: “La guerra va vinta prima che si decida di combatterla”. Questo testo, difatti, nell’insieme dei suoi contenuti, rimane il primo grande lavoro che concretizza il primo testo di intelligence ed il suo autore come l’inventore di tale scienza investigativa.In linea a tale principio, l’intelligence israeliana si sta muovendo ormai da anni affinando le sue tecniche e modellandole alle nuove esigenze tecnologiche. La vorticosa rete di spionaggio sotterranea che brulica fra il territorio israeliano e la Striscia di Gaza è qualcosa di così forte da fare invidia alle migliori strategie di James Bond. Da quanto emerge da una ricerca messa in atto dal giornalista Giulio Meotti, l’omicidio mirato nei riguardi dell’ex leader di Hamas, Ahmed, prima ancora di essere annoverato fra le più sopraffine tecniche di innovazione tecnologica degli investigatori israeliani, non è altro che l’ennesima azione di delazione invisibile partita da informatori palestinesi prezzolati da Israele.
Perché i servizi segreti hanno bisogno di usare i media?
Il Pentagono si appresta a potenziare enormemente la Defense Intelligence Agency (Dia), i suoi servizi segreti, reclutando centinaia di nuovi agenti da inviare in tutto il mondo. Alla fine questa rete sara’ formata da 1.600 unita’, molti di piu’delle centinaia di agenti presenti fuori dagli States negli ultimi anni.Lo scrive il Washington Post, precisando che la riforma della Dia comportera’ un riorientamento dei suoi compiti, in particolare rispetto alla minaccia degli estremisti islamici in Africa, il traffico di armi tra Corea del Nord e Iran, la modernizzazione militare in corso in Cina. Secondo il giornale, la nuova rete di intelligence, alle dirette dipendenze del ministero della Difesa, di fatto avra’ numeri simili a quelli della Cia, il servizio informativo tradizionale. L’obbiettivo e’ chiaro e conferma la tendenza degli ultimi anni, dopo la conclusione di due guerre: trasformare la Dia in un servizio di spionaggio concentrato nelle zone in cui possono emergere minacce e lavoro in stretto contatto con la Cia e i commando dei corpi militari scelti.
All’ultimo convegno sulla sicurezza ICT che si è svolto a Roma il 2 Febbraio, la società Maglan e RSA hanno evidenziato un dato significativo: le minacce che gravano sulle imprese PMI, sono principalmente orientate allo spionaggio industriale e al furto di identità digitale e sono in crescita.
Facebook o non Facebook? Questo è il problema, per lo meno quello dei tempi attuali.Da quando il social network più famoso del mondo è entrato nelle nostre vite, è stata sancita per molti adolescenti la fine delle relazioni sociali, quelle vere, quelle di un tempo lontane dalle perverse logiche del tag.Ci si parla attraverso la chat, ci si vede attraverso la webcam, ci si saluta attraverso Skipe e si spiano le vite virtuali altrui, in particolare quelle dei propri partner o dei propri figli.La dipendenza virtuale è un fenomeno sempre più chiaro tanto che adesso a preoccupare sono i dati del Centro per le psicopatologie da web del Policlinico Gemelli di Roma.
Il nostro obiettivo è costruire un mondo più personalizzabile possibile e migliore per le persone». È questa la strada verso la costruzione del benessere globale, imperituro e per tutti, cioè democratico. Tutto inizia negli Stati Uniti, un Paese che il diritto alla felicità l’ha inserito nella Costituzione. Auren Hoffman, ceo e fondatore insieme a Manish Shah di Rapleaf - il sito che tanto fa discutere l’America e quasi nulla l’Italia -, immagina un mondo a “immagine e somiglianza” dell’uomo. Un mondo nel quale ogni singola persona possa trovare sempre e comunque, in ogni ambito, ciò che vuole. Senza nemmeno cercarlo. Infatti: cos’è più utile a questa causa di un’offerta di consumo totalmente personalizzata?
McClatchy News ha pubblicato un'interessante indagine del Medill's National Security Reporting Project che rivela quanto la Cia sia interessata al global warming come problema di sicurezza nazionale ed internazionale degli Usa e come questo sia contrastato da un Partito repubblicano sempre più ideologizzato e ostaggio del negazionismo ascientifico. Un interesse riemerso con forza nell'estate 2010, quando uno degli obiettivi più sensibili per la Cia, il Pakistan, è stato sommerso da alluvioni biblici. Un analista ed ex capo del Center on climate change and national security della Cia ha spiegato a Charles Mead ed Annie Snider, due giornalisti del Medill's National Security Reporting Project che «Il peggior disastro naturale nella storia del Pakistan è stato un avvertimento. Sono esattamente gli stessi sintomi che vedremo per i futuri eventi dei cambiamenti climatici e che ci aspettiamo di vedere di più. 







