Come proteggere una rete Wi-Fi dagli Hacker

Scritto da Spiare.com • Venerdì, 16 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Internet e sicurezza

In quest’articolo sarà spiegata una semplice procedura, che molti non utilizzano, che permette di configurare il router di casa e proteggere la rete senza fili da connessioni non autorizzate.


Una rete Wi-Fi permette di collegare tra di loro da due a un insieme di computer senza cavi tra i piedi, quindi è anche possibile avere computer in diverse stanze della casa e tutti collegati a Internet e tra di loro.

Senza una sufficiente protezione chiunque può intrufolarsi di nascosto e, quindi, spiare quello che gli utenti fanno e inoltre possono utilizzare la rete, navigando anche loro su Internet gratis.


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Privacy e Rete, il Grande Fratello siamo noi

Scritto da Spiare.com • Venerdì, 9 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Privacy

Se un perfetto estraneo vi avvicinasse mentre camminate per strada, gli direste il vostro nome, codice fiscale e indirizzo email?

Probabilmente no. Internet, invece, e in particolare i social network come Facebook, Twitter, Flickr, contengono un mare di informazioni personali.

 Date di compleanno, foto di famiglia, link che permettono di identificare i nostri gusti non solo ci trasformano in un target commerciale identificabile, ma possono mettere a rischio la sicurezza dei nostri dati più sensibili.


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Rete sotto assedio: l’arresto di Iannelli è la dimostrazione dell’inutilità di provvedimenti speciali per combattere chi vìola la legge su e tramite Internet

Scritto da Spiare.com • Sabato, 9 gennaio 2010 • Commenti 1 • Categoria: Sorveglianza Informatica

Che c’entra il recente arresto del criminale telematico Fabrizio Iannelli con il dibattito sui provvedimenti che il governo intende adottare per combattere i reati che si commettono su e tramite Internet, dopo l’aggressione al premier?

Moltissimo, perché la cattura del cracker al soldo della camorra sottolinea la professionalità e la capacità degli investigatori italiani di individuare, pedinare, intercettare e arrestare i delinquenti che agiscono sul web.

I detective della Polizia delle Comunicazioni hanno dimostrato che è difficile ma non impossibile seguire le tracce digitali di un criminale, sia pur abile come Iannelli, che si era rifugiato in una piccola isola thailandese. A tradirlo – quasi una beffa – è stata l’eccessiva sicurezza nei confronti della rete.Il cracker è stato intercettato anche su Skype.

Questa circostanza conferma che il ministro dell’interno, Roberto Maroni, è riuscito nel suo intento, e ha ottenuto la chiave per decodificare il codice criptato adottato da Skype per le comunicazioni tramite VoIP.


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Privacy, standard globali per la rete

Scritto da Spiare.com • Lunedì, 9 novembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Privacy

In un vertice internazionale svoltosi a Madrid, i Garanti della Privacy di 83 paesi si sono accordati su un documento che raccoglie standard condivisi a tutela dei dati dei cittadini della Rete.

Artemi Rallo Lombarte, dell'authority spagnola, ha dichiarato che l'accordo è stato raggiunto anche con "l'attiva partecipazione e il supporto della società civile e dell'industria interessata". C'erano, tra gli altri, Google e Facebook.

"Gli standard - spiega il Garante italiano Francesco Pizzetti - non sono vincolanti per i Governi, ma costituiscono una forte pressione perché procedano sulla strada di una regolamentazione globale".

L'accordo rappresenta però un notevole passo avanti per la materia che per la prima volta prova a istituire una protezione dei dati a livello globale: "contiene principi generali sulla protezione dei dati - spiega Pizzetti - definiti in modo da poter essere accettati dalle Autorità di paesi che hanno una cultura diversa di protezione dei dati". Il punto di partenza è stata la direttiva europea del 1995 in materia.


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La Rete ti guarda

Scritto da Spiare.com • Lunedì, 9 novembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Spionaggio

Internet sa di noi molto più di quanto immaginiamo. In un sito si può vedere tutta la cronologia del browser, le richieste ai motori di ricerca e altre informazioni personali

Molti pensano di conoscere bene Internet, ma pochi si chiedono cosa sa la Rete di noi. La risposta è: molto più di quanto si creda.

Basta andare sul sito Whattheinternetknowsaboutyou.com per farsene un'idea: non appena si apre la home compaiono tante finestrelle con le immagini delle pagine Web che abbiamo appena visitato.

Il risultato è impressionante: quello che il sito ci mostra con sfrontatezza è infatti la cronologia del nostro browser, ma è possibile anche far saltare fuori le interrogazioni usate nei motori di ricerca e altri tipi di informazioni personali.

Ovviamente la finalità di What the internet knows about you è pedagogica: vuole invitare gli utenti a stare più attenti alla propria privacy, ad esempio disabilitando la cronologia.


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Libano A pochi giorni dalle elezioni sgominata una rete di spie israeliane

Scritto da Spiare.com • Giovedì, 28 maggio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Intelligence

Una decina di cellule composte da una quarantina di 007 israeliani arrestati in Libano negli ultimi due mesi culminate con il fermo di un generale di Stato maggiore dell’esercito libanese accusato di «spionaggio»: sono questi numeri, riportati dalla stampa libanese, a dare le dimensioni di un clamoroso smacco del Mossad, il servizio segreto esterno d’Israele.

A pochi giorni delle decisive elezioni parlamentari del 7 giugno nel paese dei Cedri, lo «scandalo» potrebbe spianare la strada a una vittoria degli Hezbollah.

Nelle ultime settimane non passa un solo giorno in Libano senza che venga data notizia dai media arabi dello smantellamento di «una nuova cellula di spie» con accuse circostanziate e sostenute da un lunghissimo corollario di fotografie che mostrano strumenti high-tech trovati in mano agli arrestati.


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E la rete spia "democraticamente" Pyongyang con Google Earth

Scritto da Spiare.com • Mercoledì, 27 maggio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Controspionaggio

La Corea del Nord è un paese chiuso. Difficile entrare per uno straniero e se ottiene il visto i movimenti sono controllati.

Ma c’è una finestra interessante ed aperta a chiunque possieda un computer: è «North Korea Uncovered», un gigantesco database di informazioni creato con il programma Google Earth.

Padre del progetto Curtis Melvin, professore alla George Mason University (Virginia) che ha iniziato a «esplorare» la Corea del Nord ed ha iniziato a censire località, sedi, basi militari, luoghi turistici.

Ma da solo non avrebbe potuto realizzare il progetto e così ha chiesto aiuto, oltre ai suoi collaboratori, a chi naviga sul web.


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In Rete la guerra informatica tra polizia e antagonisti

Scritto da Spiare.com • Sabato, 2 maggio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Internet e sicurezza

La guerra informatica tra polizia e antagonisti si combatte a colpi di blog, hackeraggi e inchieste giudiziarie. Ad attaccare per primi sono stati i secondi con il sito Caccia allo sbirro che riportava foto e nomi di poliziotti in borghese in servizio di ordine pubblico durante alcune manifestazioni a Bologna, Milano e Bergamo. Online dallo scorso febbraio, invitava gli utenti a divulgare dati e informazioni sulla vita privata dei “servi della borghesia”, per schedarli e “rendere il loro sporco lavoro se non impossibile, almeno difficile”.

La denuncia è partita dal Sap, il sindacato autonomo di polizia, sul cui forum tra l’altro una utente, che si definiva appartenente alle forze dell’ordine, ha dichiarato di aver creato un blog opposto a Caccia allo sbirro: Hunting the anarchists, caccia agli anarchici. La Digos ha informato la Procura di Bologna che ha quindi aperto un’inchiesta sul portale contro la polizia. Le accuse ipotizzate sono di minacce, istigazione alla violenza e violazione della privacy. Il procuratore Silverio Piro ha parlato di “fatti di una gravità straordinaria, con evidente contenuto intimidatorio” e ha aggiunto che “cercare di porvi dei correttivi è il nostro compito fondamentale”.


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Sicurezza in rete, una missione europea

Scritto da Spiare.com • Martedì, 17 febbraio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Internet e sicurezza
Ue e siti web in campo contro il cyber bullismo. Boom di baby navigatori: sotto gli 11 anni chatta uno su tre

Liberati del bullo con un clic. Sarà un bottone sui più frequentati siti di social network a difendere i bambini dagli abusi in rete. Da Facebook a Myspace, passando per Yahoo! e YouTube, sono 17 i siti che, in occasione del Safer Day - la giornata dedicata alla sicurezza di Internet - hanno firmato con la Commissione Ue un accordo per garantire una maggiore protezione per i minori. «Le reti sociali sono dei mezzi molto potenti. Con un clic puoi infastidire qualcuno o intimorirlo. Ed è proprio questo che vogliamo evitare che accada», ha sottolineato Martin Selmayr, portavoce della commissaria Ue alle Tlc, Viviane Reding. Per pubblicizzare l'accordo, che vuole evitare le molestie in rete, la divulgazione involontaria di informazioni personali, le sollecitazioni di adulti a scopi sessuali, la Commissione Ue farà circolare uno spot in cui una ragazzina angosciata per gli insulti di un cyberbullo ritrova la serenità sbarazzandosene, appunto, semplicemente con un clic. Oltre al bottone di segnalazione di abusi, i 17 siti web si sono impegnati a rendere ben visibili le opzioni che permettono di scegliere tra differenti gradi di protezione della vita privata determinando chi può accedere ai dati personali messi in rete. Inoltre, l'accordo prevede che il profilo dei minori venga automaticamente reso privato e accessibile unicamente per gli amici «riconosciuti» e non direttamente a partire dal sito o per l'intermediazione di un motore di ricerca.

1 SU 5 BERSAGLIO DI PEDOFILI - Garantire e tutelare la navigazione nella Rete, è stato sottolineato a Bruxelles, è un obbiettivo che supera i confini nazionali: i bambini in rete aumentano sempre di più e rappresentano una grossa fetta dei 42 milioni di utenti che usano regolarmente i siti di socializzazione e che, secondo la Commissione Ue, diventeranno 107 milioni entro il 2012. Numeri preoccupanti se si considerano i rischi che corrono: tre su quattro dei bambini e adolescenti che entrano in chat quotidianamente sono disposti a condividere informazioni personali in cambio di favori e aiuti. Ogni anno un bambino su cinque diventa bersaglio di predatori o pedofili. Sono dati dell'Agenzia delle telecomunicazioni delle Nazioni Unite e della Commissione Europea, promotori della giornata per la navigazione sicura che prevede più di 500 eventi in 50 Paesi del mondo: «La sicurezza online dei bambini deve rientrare tra le priorità globali» - ha detto Hamadoun Tourè, Segretario Generale dell'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (Itu) dell'Onu.

IN ITALIA -In Italia, il Safer Internet Day è stato anticipato dall'allarmante rapporto di Telefono Arcobaleno, il 13esimo dell'organizzazione che da anni lotta contro lo sfruttamento sessuale infantile. Sconvolgenti i numeri che alimentano il mercato della pedofilia online: 36mila bambini «scambiati» in Internet 20 miliardi di volte negli ultimi 13 anni. Il 42% - si legge nel rapporto - ha meno di 7 anni e il 77% meno di 9 anni. «Il nostro paese non può abbassare la guardia in tema di tutela dei minori da ogni forma di violenza, a partire dall'indifferenza che ne è spesso espressione», ha scritto in un messaggio agli organizzatori il presidente della Camera, Gianfranco Fini. «La giornata odierna - ha sottolineato - aiuta a non spegnere i riflettori su questioni tanto strategiche per il futuro di tutti noi». Un futuro che si presenta a tinte fosche, nel quale è bene ascoltare anche i diretti interessati, sempre più connessi, sempre più a loro agio sul web e sempre più precocemente. Secondo un'indagine di Save the Children-Adiconsum, il 51,8% dei ragazzi tra 10 e 16 anni usa i servizi del web di nuova generazione, come i blog o Youtube. E chiede ai gestori dei siti una maggiore protezione della privacy, più informazione e protezione da contenuti inadeguati (per maggiori informazioni www.easy4.it). Il servizio più usato è la messaggistica istantanea (50,9%), seguito dalla visualizzazione video (48%) e dai social network (32,5%). E c'è anche un 9% che accede occasionalmente a servizi rivolti esclusivamente a maggiorenni


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