Milioni di registrazioni inutili nel buco nero delle Procure

Scritto da Spiare.com • Sabato, 13 giugno 2009 • Commenti 0 • Categoria: Intercettazioni

La grande discarica non ha nome né registro. È una specie di buco nero dove viene smaltito tutto il lavoro - ed è spesso un lavoro immane - compiuto intercettando telefoni, abitacoli, tinelli, computer di un indagato finito nel mirino della magistratura, quando tutto questo ascoltare non arriva da nessuna parte.

È fisiologico che questo accada. Se ci fosse la certezza di arrivare con le intercettazioni a incastrare il colpevole di turno, paradossalmente vorrebbe dire che quelle intercettazioni sono superflue.

Invece l’intercettazione è un’ipotesi, un tentativo basato su elementi, ovvero su indizi, e non su prove.

Quando le prove non arrivano, è giusto buttare via tutto. Meno giusto, o comunque meno comprensibile, è che non esista una banda dati ufficiale che dica quanto - del duro e costoso lavoro degli interceptor - finisce in discarica.
Una parte delle intercettazioni inutili finisce comunque sui giornali: dal bacino di Alda D’Eusanio al piede di Craxi latitante, alle effusioni Falchi-Ricucci, carburante per l’eterna macchina del gossip.

Ma molto più vasto è il numero delle intercettazioni inutili che vengono inghiottite dalla grande discarica senza che nessuno ne sappia mai nulla. Da tempo c’è chi sostiene che per calcolare costi e benefici dell’azienda giustizia si dovrebbe tenere anche questo bilancio. Ma invano. Insieme alle intercettazioni muoiono quasi sempre le inchieste, senza che la loro esistenza sia mai stata rivelata al grande pubblico.


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Intercettazioni, Cassazione:difesa non ha i nastri? Niente carcere

Scritto da Spiare.com • Martedì, 12 maggio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Intercettazioni

Quando l’accusa si serve delle intercettazioni deve consegnare alla difesa le registrazioni originali. Altrimenti l’ordine di custodia in carcere viene cancellato.
Non bastano le trascrizioni nemmeno se si tratta di atti che non sono stati ancora depositati. In pratica, anche se il gip si è accontentato, per firmare l’ordinanza cautelare, delle trascrizioni su carta, se la difesa le chiede il pm deve consegnare copia dei “supporti originali”.

Il monito viene dalla Cassazione che ha così applicato una sentenza della Corte costituzionale che, lo scorso anno, dichiarò “fuorilegge” il codice di procedura penale nella parte in cui non prevedeva il diritto per il difensore di avere “copia dei supporti informatici” sui quali sono registrate le intercettazioni “poste a base dei provvedimenti restrittivi”.

I giudici della sesta sezione penale della Corte, con la sentenza 19150, hanno perciò annullato con rinvio la decisione del tribunale del riesame di Brescia che, a gennaio scorso, aveva invece confermato l’ordinanza di custodia in carcere nei confronti di due extracomunitari arrestati dalla procura di Bergamo per spaccio di stupefacenti.


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