Con le nuove regole privacy dell’Ue addio Facebook gratis?
Scritto da Spiare.com • Mercoledì, 16 gennaio 2013 • Commenti 0 • Categoria: Privacy
Il Parlamento Europeo si prepara a votare nuove regole per la privacy e la protezione dei dati, e c’è già chi prevede conseguenze nefaste se le l’attuale proposta non subirà modifiche. Eduardo Ustaran, responsabile della privacy e del diritto dell’informazione presso Il Field Fisher Waterhouse , avverte che Facebook, Gmail e altri servizi on-line finanziati oggi dalla pubblicità dovranno chiudere o non essere più gratuiti. Secondo il legale, citato da Zdnet, se i servizi di quel tipo “non fossero più in grado di utilizzare i dati nel modo più vantaggioso o utile per i loro scopi pubblicitari, allora l’utente dovrà scegliere: pagare o interrompere l’uso del servizio”. Che c’è di vero? In effetti, il progetto di riforma in materia di trattamento dei dati, presentato il 25 gennaio 2012 e presto al vaglio dei parlamentari europei, potrebbe limitare la possibilità di raccolta, analisi o vendita di dati personali degli utenti.
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L'Alleanza dei Liberali e Democratici per l'Europa (ALDE) ha posto ieri un'interrogazione alla Commissione Europea, chiedendo che gli Stati Uniti diano chiarimenti in merito ad indagini che hanno acquisito dettagli sugli account degli utenti.
Navigare in Internet significa lasciare delle tracce. Non si tratta solo di conservare sul proprio PC la cronologia, ma anche di permettere ai siti di conoscere le nostre abitudini. Esiste infatti un sistema relativamente semplice per scoprire dove sia stato un utente, ed è quello usato e spiegato da What The Internet Knows About You, un
Quando navigate su internet lasciate sempre delle tracce più o meno evidenti, nella maggior parte dei casi questo non importa ai navigatori perchè non reca loro nessun tipo di problema pratico, ma in alcuni casi potrebbe essere utile navigare in maniera anonima. Attraverso l’indirizzo ip viene identificata la vostra connessione ad internet e attraverso i cookie può essere tenuta traccia dei siti che visitate, permettendo a quest’ultimi di “riconoscervi” anche in un secondo momento.
Navigare restando anonimi significa che il nostro IP in uscita da internet è diverso da quello vero e diverso ad ogni connessione, inoltre può diventare possibile visitare siti che sono bloccati da proxy aziendali.
Privacy a rischio con Google Street View, dopo la decisione del motore di ricerca di ricostruire anche in 3D le mappe cittadine: su questa ipotesi di reato (“interferenze illecite nella vita privata”) sta indagando la Procura di Roma. L’azienda californiana ha dato le sue scuse e si è dichiarata pronta a “collaborare” con gli inquirenti della capitale. Al momento l’indagine, affidata al pubblico ministero Eugenio Albamonte, è a carico di ignoti. Tutto nasce da una segnalazione del Garante della privacy.Al centro della vicenda ci sono le informazioni sensibili delle reti wireless degli utenti che sarebbero state captate dalle ‘Google cars’, le automobili che circolano in città per acquisire
Un cane da guardia della privacy ha scoperto un memorandum del governo che incoraggia gli agenti federali a ‘richiedere amicizia’ su svariate reti di social network, sfruttando la loro disponibilità nel condividere informazioni – e per spiarli.
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