Hillary scatena l’Fbi: il fondatore del sito è una spia
Scritto da Spiare.com • Mercoledì, 1 dicembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Spionaggio
Tre sono le strategie con cui l’Amministrazione Obama risponderà a Wikileaks, come si desume anche dalle parole di Hillary Clinton. Anche se c’è forse una quarta strategia cui gli Stati Uniti dovrebbero ricorrere e che va più amontedel caso Wikileaks;euna quinta strategia che Assange sta offrendo involontariamente. A meno che non sia a sua volta la più raffinata delle contromosse. Innanzitutto, dunque, l’Am – ministrazione Obama ha portato avanti una strategia che potremmo definire “per lo ieri”: avvertire subito tutti gli Alleati che sarebbero saltate fuori un bel po’ di rivelazioni in apparenza imbarazzanti, ma da non prendere troppo sul serio; perché si sa che quando la gente parla in privato va a ruota libera.
Appunto, come ha spiegato Hillary: “posso comunque dire che gli Stati Uniti sono profondamente dispiaciuti di questa rivelazioni di documenti nati per rimanere confidenziali, frutto di discussioni private tra controparti o osservazioni dei nostri diplomatici”. Ovviamente chi ha interessi strategici per essere amico degli Usa non si lascia distrarre da questo gossip, e che era nemico lo resterà comunque. Però è vero che da ora in poi che parla con un diplomatico americano ci penserà due volte prima di esporsi troppo.
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Lo scambio di spie effettuato la scorsa settimana non è degno di essere discusso. Anche se la storia è senza dubbio adatta a ispirare una fiction televisiva, essa è priva di qualsiasi contenuto appena profondo. Ma la calma riservatezza che la leadership russa ha mantenuto durante tutta la vicenda potrebbe indicare un mutamento sostanziale nella politica estera della Russia.
Il presidente statunitense Barack Obama ha fissato per la settimana prossima una riunione con i responsabili dei servizi d'intelligence per discutere di come prevenire nuovi tentativi di attentato come quello del 25 dicembre scorso su un aereo diretto a Detroit.
I due "finti vip" che sono entrati senza invito alla cena di Stato della Casa Bianca di due settimane fa sono solo l'ultima infrazione nel sistema di sicurezza dei servizi segreti. Tareq e Michaele Salahi sono infatti solo al numero 91 nella lista degli "evasori" della sicurezza alla Casa Bianca.
La prima news arriva dall’est. Il Novinar, un quotidiano che si pubblica a Sofia, ha stupito i suoi lettori raccontando una storia incredibile. Gli alieni sarebbero uscito allo scoperto! E lo avrebbero fatto rispondendo ad una serie di domande poste dall’Accademia delle Scienze di Bulgaria.
Per anni gli ufologi di tutto il mondo si sono interrogati sull'esistenza di dossier tenuti nascosti dai servizi segreti internazionali sugli avvistamenti di oggetti volanti non identificati. Il Governo britannico è stato il primo ad iniziare a rendere pubblico il suo ricco archivio, mettendo on line alcuni dei documenti raccolti e analizzati in quasi 100 anni di studio.
L’amministrazione Obama bloccherà il programma sui satelliti-spia, iniziato dal suo predecessore alla Casa Bianca, George W. Bush. Lo ha riferito il dipartimento alla sicurezza interna degli Stati Uniti.
Poche settimane fa il presidente Usa Barack Obama aveva parlato della nomina di uno "zar" per coordinare gla lotta al cybercrime. Ora il Pentagono realizzerà un Cyber Command, con quartier generale con sede forse a Fort Meade, nel Maryland: il cyber comando del Pentagono sarà responsabile della difesa dei sistemi militari Usa e non di altre reti private o governative.
Quando è stato eletto presidente, Barack obama voleva a tutti i costi portarselo alla Casa Bianca, il suo insostituibile Blackberry, cosa che ha fatto rizzare i capelli in testa al Secret Service. Niente da fare, troppi rischi che le conversazioni telefoniche, i messaggi e le e-mail presidenziali cadessero in mani sbagliate.







