Il cremlino segue Obama
Scritto da Spiare.com • Sabato, 31 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Servizi Segreti
Lo scambio di spie effettuato la scorsa settimana non è degno di essere discusso. Anche se la storia è senza dubbio adatta a ispirare una fiction televisiva, essa è priva di qualsiasi contenuto appena profondo. Ma la calma riservatezza che la leadership russa ha mantenuto durante tutta la vicenda potrebbe indicare un mutamento sostanziale nella politica estera della Russia.
Durante la sua visita a Mosca, un anno fa, il Presidente americano Barack Obama annunciò quella che sarebbe essenzialmente stata la nuova politica verso la Russia. Dopo aver ascoltato il suo discorso alla New Economic School, l'élite russa, abituata a vedere il mondo in termini di bianco e nero, è rimasta spiazzata.

I servizi segreti italiani avrebbero pagato le milizie talebane per mantenere calma la regione afgana di Sarobi e utilizzato una tattica simile anche a Herat: è quanto pubblica il quotidiano britannico The Times citando fonti militari della Nato; secca la smentita del Ministero della Difesa italiano.
L’equipaggio di un peschereccio spagnolo assiste alla fase di intercettazione di un UFO da parte di quattro caccia NATO iberici.
Lo sviluppo dell’AGS (Alliance Ground Surveillance), il nuovo sistema di sorveglianza terrestre della NATO, ha generato divisioni insanabili all’interno dell’Alleanza Atlantica.
Dai servizi segreti della Nato esperto di controspionaggio ai guai per truffa e per propaganda di idee sull'odio razziale.
Il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, ha fatto sapere di aver deciso che - per protesta contro l'espulsione di due diplomatici accreditati presso la Nato - non partecipera' agli incontri del consiglio Nato-Russia in programma a Bruxelles tra due settimane.
Ad accendere le polveri, evocando scenari da guerra fredda, è stata la decisione del segretario della Nato Jaap de Hoop Scheffer di interdire l'accesso al quartier generale di due diplomatici russi, in servizio alla missione russa presso la Nato, perché ritenuti coinvolti in attività di spionaggio.
Fu nel 1995 in Tunisia. Lo avevano tenuto d'occhio per quattro anni. Lo seguivano da lontano, Herman non aveva mai smesso di aspettarli. Adesso che aveva lasciato il posto di capo della polizia per passare al Ministero della Difesa, i tempi erano maturi. Quella vacanza al mare se l'era meritata. Fu lì che Zentsov lo fermò. Disse subito sì, e cominciò la nuova vita. La vita da spia di Herman Simm si è conclusa mercoledì 25 febbraio nel tribunale della contea di Harju, Estonia settentrionale, con una condanna a 12 anni e sei mesi di reclusione per alto tradimento (e al pagamento di 20,2 milioni di corone, oltre un milione di euro, per danni ai sistemi di sicurezza nazionali). 







