Il finto operatore Microsoft che ti vuole “spiare”
Scritto da Spiare.com • Lunedì, 4 febbraio 2013 • Commenti 0 • Categoria: Spionaggio
Al truffatore di professione, che ti vuole “spiare” tutto si può dire, tranne che manchi d’inventiva. Lo dimostra la telefonata ricevuta questa mattina da una lettrice che racconta: “Suona il telefono, rispondo. Dall’altra parte sento la voce di un uomo che parla un inglese con un forte accento…direi indiano”. L’uomo al telefono si annuncia in qualità di tecnico Microsoft: “Ci risulta che il suo computer abbia dei problemi che dobbiamo risolvere”, spiega alla nostra lettrice che resta interdetta e chiede di richiamare quando in casa ci fosse stato anche il marito. Quello che l’operatore non sa è che la nostra lettrice è sposata con un IT manager, insomma, una persona che con l’informatica ci vive, e che, una volta sentita la storia, subito sente odore di truffa.
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Un lungo post, scritto dal general managerDean Hachamovitch, attualmente a capo della squadra di sviluppatori impegnati su Internet Explorer 8. Un'occasione per spiegarsi, per chiarire alcuni punti su InPrivate Filtering, ovvero la feature del browser made in Redmond finita tra di recente tra le pagine del Wall Street Journal. Un dibattito interno sarebbe avvenuto nel 2008, quando gli alti rappresentanti del marketing e dell'advertising di BigM l'avrebbero spuntata sugli stessi sviluppatori di IE8, desiderosi di rendere il nuovo browser all'avanguardia per quanto concerne la tutela della privacy online.
La spy story delle 11 spie russe scovate negli Stati Uniti riserva ancora delle sorprese: tanto che sembra di essere tornati ai tempi della guerra fredda. C'è, infatti, un dodicesimo agente dormiente, una talpa nascosta proprio nel cuore pulsante di un colosso dell'IT americano.
Il caso era scoppiato qualche giorno fa, con il monito dell'"Autorità federale per la sicurezza nella tecnologia dell'informazione" tedesca. Da Berlino era arrivato il consiglio: "Non usate Internet Explorer perché non è sicuro, meglio altri browser".
"Microsoft non ha mai messo e non metterà mai backdoor in Windows". Questa
C’è una maggiore attenzione alla sicurezza dell’utilizzatore domestico rispetto a quello aziendale: le infezioni da worm nelle aziende sono raddoppiate in sei mesi, quelle registrate in casa si sono ridotte di un quinto. È questo il dato più interessante che emerge dal Sir (Security Intelligence Report) presentato annualmente da Microsoft. Per il resto poco cambia nel nostro paese.
Con Google Chrome 3.0, ogni volta che l’utente preme un tasto parte un procedimento automatico che invia a Google un pacchetto di informazioni.
Oggi parte la kermesse di 







