Libia attacco all’Italia

Scritto da Spiare.com • Lunedì, 14 gennaio 2013 • Commenti 0 • Categoria: Spionaggio

La vecchie colonie. La Francia di Hollande è in guerra in Mali. Parigi è entrata in azione con raid aerei a supporto delle forze governative contro i fondamentalisti islamici affiliati ad al Qaida che da mesi occupano il nord. Il governo di Bamako ha proclamato lo stato di emergenza, le truppe governative hanno rioccupato Konne, caduta solo ieri in mano ai ribelli, e il presidente a interim, Diacounda Traoré, in serata rivolto alla nazione ha promesso che i ribelli riceveranno una risposta militare “sferzante e massiccia”. “La nostra missione in Mali non è finita e continuerà nei prossimi giorni”, ha detto il presidente francese. Hollande, ha annunciato di aver disposto il “rafforzamento delle misure antiterrorismo del piano Vigipirate” in Francia. Un pilota francese è rimasto ucciso nell’operazione militare in Mali.


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Libia: spie, integralisti e intrighi di una sporchissima guerra

Scritto da Spiare.com • Martedì, 29 marzo 2011 • Commenti 0 • Categoria: Servizi Segreti
Il presidente americano ha esultato per la missione libica, che a suo parere “sta avendo successo”. Le bombe ‘democratiche’, secondo il premio Nobel per la Pace, avrebbero salvato molte vite. Ma dietro gli ‘insorti’ potrebbe esserci ben altro.

Il capo della Casa Bianca ha sottolineato che gli americani “devono essere orgogliosi delle vite salvate in Libia” con un intervento “che è stato nel nostro interesse nazionale”. E la stampa internazionale esulta per i successi dei ‘ribelli’. Ma ad alcuni ‘inviati’, specialmente a quelli ‘di sinistra’ italiani sono stranamente sfuggiti alcuni particolari sulla ‘opposizione libica’.

Innanzi tutto i fatti. Sebbene del tutto ignorato dai media internazionali o addirittura definito ‘materiale di disinformazione’, il bilancio fornito dal Omar Khaled, funzionario del Ministero della Salute libico, riferisce di 114 morti e di 445 feriti a causa dei bombardamenti compiuti tra il 20 ed il 23 marzo da forze statunitensi, francesi e del Regno Unito. I dati forniti dal governo di Tripoli non distinguono tra vittime civili e militari, ma secondo informazioni riferite da Telesur e raccolte tra i media locali “la maggioranza delle vittime erano civili, dei quali 100 sono stati uccisi a Tripoli, mentre gli altri 10 sono morti a Sirte (nord), oltre 600 chilometri dalla capitale”.

Il ‘successo’ al quale si è riferito Obama è però il frutto di una complessa operazione di ‘guerra psicologica’ supportata da alcuni media, in particolare Al Jazeera, preparata con cura da Washington, Parigi e Londra e gestita, forse, con la stessa confusione con la quale si è ‘prederminato’ il superpasticcio afgano.

Microtelecamere


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Operazioni segrete nel Mediterraneo: a Cagliari attracca una nave spia tedesca

Scritto da Spiare.com • Sabato, 26 marzo 2011
Una nave della Marina tedesca specializzata nella sorveglianza elettronica, la Oker (A53), appartenente alla Classe Oste tipo 423, è giunta stamani nel porto di Cagliari.

Le autorità portuali hanno reso noto che l'unità navale resterà all'ormeggio sino alla prima decade di aprile per una sosta tecnico-operativa. Nonostante il no comment delle autorità militari, le caratteristiche della Oker, unità costruita appositamente per lo spionaggio dei segnali elettromagnetici (Sigint/Elint), rende probabile che il rischieramento nel capoluogo sardo sia legato in qualche modo al rafforzamento del fianco sud dell'Alleanza Atlantica in coincidenza con l'assunzione del comando delle operazioni per garantire il rispetto della no fly zone sulla Libia. Intorno al punto di ormeggio è stata realizzata una cornice di sicurezza che impedisce ai curiosi di avvicinarsi.

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Guerra in Libia, cresce la paura di ritorsioni contro l’Italia

Scritto da Spiare.com • Domenica, 20 marzo 2011 • Commenti 0 • Categoria: Attualità
Da un lato gli attacchi militari scagliati in queste ore dalle forze
della “coalizione dei volenterosi” che sembrano riuscire nell’intento di
accerchiare Muammar Gheddafi e le sue truppe fino a costringerli alla
resa.  Dall’altro, una pesante incognita che si fa pesante come un
macigno: l’incertezza sull’effettiva potenza militare che il Raìs è in
grado di dispiegare contro le nazioni accusate di avergli “voltato le
spalle“.Il presidente Silvio Berlusconi e diversi analisti hanno
assicurato che i missili libici non hanno una gittata tale da
permettere un attacco contro l’Italia. Ma a queste rassicurazioni si
contrappongono molti quesiti legittimati dal fatto che, dopo la revoca
dell’embargo, il regime del Colonnello ha stretto accordi economici con
diversi Stati occidentali, anche nell’ambito degli armamenti bellici.
Così, se non esiste la possibilità di valutare il potenziale militare di
Tripoli, non si esclude la preoccupante ipotesi che Gheddafi possa
sferrare attacchi contro Lampedusa, Linosa o addirittura Pantelleria. Lasciano
riflettere, del resto, le parole espresse dal Raìs nel proclama di
ieri, quando ha annunciato ritorsioni contro Francia, Gran Bretagna e
quel Paese, l’Italia, al quale in prima battuta era stato prontamente
minacciato di restare fuori dall’operazione Alba dell’Odissea.

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LE RETI DEL MOSSAD OPERANO IN LIBIA E NEL MONDO ARABO

Scritto da Spiare.com • Giovedì, 3 marzo 2011 • Commenti 0 • Categoria: Servizi Segreti

Alcune città libiche sono sottoposte, da Martedì scorso, al sabotaggio e a incendi da parte di elementi di una rete estera addestrata a destabilizzare la sicurezza della Libia e la sua unità nazionale. Queste fonti hanno detto che le indagini sono in corso sugli elementi di questa rete che sembra essere collegata a un sistema che è stato svelato, in precedenza, dal generale israeliano Amos Yadeen, l'ex capo dell'intelligence militare israeliana, per il successo di tale organo di spionaggio nell'impiantare cellule in Libia, Tunisia, Marocco, Sudan, Egitto, Libano e Iran. L'ex capo dell'Intelligence Militare Israeliana ha dichiarato: 'L'attività di queste reti punta su elementi di questi paesi, aggiungendo che, queste reti erano effettivamente in grado di fornirci quello che vogliamo e sono in grado di influire negativamente sulle situazioni in Libia, Tunisia e Marocco, dopo la grande conquista fatta in Iraq, Yemen e Sudan, e molto presto in Libano'.A proposito di Egitto, il generale israeliano ha confermato che il nostro sistema, pianificato dal 1979, è riuscito a creare fratture politiche, economiche, di sicurezza e militari.


Ha continuato: 'Siamo riusciti a fomentare la tensione e la congestione sociale e confessionale, creando uno stato permanente di divisione all'interno dello stato e della società egiziani'. (In Sudan, abbiamo creato un collegamento marittimo per finanziare le forze separatiste nel Sudan meridionale e abbiamo istituito un organismo d'intelligence per aiutarle a realizzare il loro progetto di creazione di uno stato del Sud, e abbiamo creato altre reti nel sud e nel Darfur, in grado di lavorare all'infinito)'.


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