Cina: i provider sorveglino gli utenti
Scritto da Spiare.com • Venerdì, 28 dicembre 2012 • Commenti 0 • Categoria: Privacy
La Cina di Xi Jinping, il leader appena chiamato a guidare il Paese nel prossimo decennio, non promette bene sul fronte dei diritti civili. L’agenzia ufficiale Xinhua ha appena annunciato un giro di vite sulle regole per l’accesso a Internet, mascherandolo da iniziativa per tutelare e proteggere le “informazioni personali”. In pratica, viene ora richiesto a chi naviga di identificarsi in maniera chiara per accedere alla Rete, vietando qualsiasi possibilità di navigazione anonima. Per la Bbc, che ha rilanciato oggi la notizia con grande rilievo sulla propria homepage, la nuove regole potrebbero essere una risposta alle iniziative con cui negli ultimi tempi milioni di cinesi hanno sollevato dibattiti non autorizzati sul web e sui social network, mettendo nel mirino tra l’altro esponenti corrotti della leadership del Partito Comunista.
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I cinesi hanno dimostrato, ancora una volta, cosa sono capaci di fare su Internet. L’8 aprile per 18 minuti una compagnia statale di Pechino ha dirottato il 15 per cento del traffico verso un suo server. Una manovra che ha interessato strutture di governo e militari statunitensi. In un rapporto presentato al Congresso Usa c’è l’elenco: Us Army, Navy, Air Force, Marines, ufficio del segretario alla Difesa, Dipartimento del commercio, Nasa.
Quando navigate su internet lasciate sempre delle tracce più o meno evidenti, nella maggior parte dei casi questo non importa ai navigatori perchè non reca loro nessun tipo di problema pratico, ma in alcuni casi potrebbe essere utile navigare in maniera anonima. Attraverso l’indirizzo ip viene identificata la vostra connessione ad internet e attraverso i cookie può essere tenuta traccia dei siti che visitate, permettendo a quest’ultimi di “riconoscervi” anche in un secondo momento.
Navigare restando anonimi significa che il nostro IP in uscita da internet è diverso da quello vero e diverso ad ogni connessione, inoltre può diventare possibile visitare siti che sono bloccati da proxy aziendali.
La
Inclinazioni sessuali, consumo di stupefacenti, abitudini e stili di vita poco ortodossi fuori dall’orario di lavoro? Per i datori di lavoro tedeschi queste informazioni non potranno più essere affare loro, o almeno non potranno usare legalmente queste informazioni per colpire con provvedimenti o per motivare licenziamenti dei loro dipendenti. Stesso discorso vale per chi si sta candidando a un posto di lavoro: la ricerca di informazioni che esulino dal contesto professionale verrà vietata per legge in Germania, grazie a una
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