Google ci spia
Scritto da Spiare.com • Venerdì, 13 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Privacy
Traccia e registra i nostri movimenti sulla rete. Vede quello che cerchiamo, vede quello che leggiamo o guardiamo. Sa dove siamo. Conosce i nostri interessi, anche quelli che vogliamo tenere nascosti. Controlla il contenuto e i destinatari delle nostre email. Pochi lo sanno, qualcuno lo sospetta, quasi tutti lo ignorano, ma è proprio così. Ci spia. E poi ci scheda, conservando la mole di informazioni che ci riguardano in un database per un anno e mezzo. Otto italiani su dieci che usano Internet sono finiti nei database di Google. Più riesce a conoscerci, più specifica, corrispondente ai nostri gusti e quindi efficace sarà la pubblicità che ci farà trovare sui siti che visitiamo. Per i cervelloni del marketing è semplicemente behavioral advertising, pubblicità personalizzata. I difensori della privacy, invece, usano un termine più sinistro: profiling. Profilazione degli utenti. Ormai lo fanno quasi tutti i più grossi operatori del web. Ma nessuno in maniera capillare quanto il gigante di Mountain View. Ma quante informazioni riesce a raccogliere il colosso della rete?

Se un perfetto estraneo vi avvicinasse mentre camminate per strada, gli direste il vostro nome, codice fiscale e indirizzo email?
"Sei milioni di italiani che guardano il Grande Fratello: siamo tutti dei deficienti?". E' la domanda che rivolge i giovane aspirante al cast del GF ai suoi genitori nell'ultimo film di Giovanni Veronesi.
Nasce dalle frange irrequiete del web italiano e subito diventa un caso: è un progetto per contrastare il proliferare delle videocamere di sorveglianza. Si chiama Anopticon ed è sul sito Tramaci.org, gestito dal 31enne veneziano Enzo A., che si autodefinisce un hacker (il suo nickname è Etno) e preferisce rimanere anonimo, "per paura delle ritorsioni delle autorità". Beninteso, il progetto è legale: è una mappa delle videocamere di sorveglianza (installate in luoghi pubblici) sparse per le città italiane.
Da ieri, la Germania ha avviato la costruzione di un'enorme banca-dati, un computer centrale che registra e immagazzina informazioni su tutti i circa 40 milioni di lavoratori dipendenti: reddito ma anche assenze sul lavoro per malattia o altro, partecipazione a scioperi, ammonimenti o sanzioni disciplinari sul posto di lavoro.
Si parla, periodicamente, di "grande fratello", della concretizzazione dell'incubo orwelliano di un grande occhio capace di spiare ogni gesto quotidiano di ogni abitante del pianeta.
Il Garante della privacy: le telecamere nei luoghi di lavoro saranno rimosse
Il Grande Fratello non è solo una trasmissione televisiva di successo, un formidabile passatempo o un insopportabile stupidaggine, secondo i punti di vista.







