In Italia cresce il cybercrimine. Nel 2010 denunciati 2.900 hacker

Scritto da Spiare.com • Martedì, 23 novembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Sorveglianza Informatica

Oltre 800 persone denunciate per reati in materia di e-commerce, per la precisione 819, 2.913, per hacking, 475, per reati pedopornografici, 69, per terrorirsmo condotto in rete: sono i dati relativi ai primi mesi del 2010 sui crimini informatici resi noti, al Viminale, dalla Polizia postale, nel corso della presentazione di un accordo, con Symantec per combattere i reati on line. Da gennaio a settembre 2010, ha sottolineato il direttore della Polizia postale e delle comunicazioni, Antonio Apruzzese, il commissariato online della Polizia postale, www.commisariatodips.it, ha ricevuto 757 segnalazioni, 189 denunce e 565 richieste di informazioni per fatti relativi alla rete internet.


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Cybercrimine: Cina chiude sito-scuola per hacker

Scritto da Spiare.com • Lunedì, 8 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Internet e sicurezza

Lezioni a pagamento di tecnica del crimine informatico con tanto di materiale 'didattico' e compiti per casa: la polizia cinese ha chiuso 'Black Hawk Safety Net', sito web dedicato all'addestramento di cybercriminali. Tre persone sono state arrestate e sono sotto sequestro nove server e 1,7 milioni di yuan (circa 182 mila euro).


L'operazione sarebbe avvenuta a novembre scorso, ma la notizia è stata diffusa soltanto oggi dai principali organi di stampa cinesi e come prevedibile ha assunto una vasta eco considerando il braccio di ferro tra Google e Pechino per i tentativi di hackeraggio provenienti dal Paese asiatico.

Oltre a confermare quello che gli esperti di sicurezza informatica ripetono da tempo: il cibercrimine si sta evolvendo assumendo caratteri planetari e addestrando e reclutando adepti on line. "Ci sono decine di milioni di siti che insegnano come costruire una mail-bomb, un virus o come generare falsi codici per le carte di credito - spiega all'ANSA l'avvocato Massimo Melica, esperto di diritto applicato alle nuove tecnologie.

Spesso questi siti vengono chiusi perché violano il diritto d'autore ma di un'operazione come quella in Cina non ho memoria".


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La sicurezza? Dipende anche dalla fiducia nei fornitori

Scritto da Spiare.com • Sabato, 27 giugno 2009 • Commenti 0 • Categoria: Internet e sicurezza

Ovum: bastano delle funzioni software non documentate su un router di rete per fare dello spionaggio industriale e politico


Account di rete di amministratori privilegiati non documentati in alcuni nuovi router di due operatori di telecomunicazioni: in pratica delle 'back door' che avrebbero potuto essere utilizzate per degli attacchi, attivi o passivi, alle reti, creati probabilmente da qualche dipendente del produttore di hardware o software di quei router. Li ha scoperti recentemente la società inglese di consulenza Ovum che fa notare quanto sia importante per la sicurezza di un'azienda che i fornitori di hardware e software possano essere considerati 'di fiducia'.

Non è la prima volta che vengono alla luce dei tentativi di attaccare delle reti aziendali o di gestori di telecomunicazioni infiltrandosi nei router di rete. Ai tempi delle Olimpiadi di Atene, un software maligno installato in quattro centrali di commutazione mobile hanno intercettato delle chiamate tra i politici greci, compreso il primo ministro, per un anno, riferisce l'analista di Ovum Graham Titterington, e dopo la scoperta del software sia l'operatore di rete sia il produttore degli apparati sono stati multati per parecchi milioni di euro. Più recentemente, il governo americano ha scoperto un attacco ai sistemi IT del Pentagono che ha compromesso 1.500 computer.


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INTERNET: CYBERCRIMINE RENDE PIU' DEL NARCOTRAFFICO

Scritto da Spiare.com • Giovedì, 11 giugno 2009 • Commenti 0 • Categoria: Internet e sicurezza

La criminalità su internet, dalla pedopornografia al furto di identità, genera più profitti del traffico della droga.

Non più terreno di solitari hacker, il "cybercrimine" è ora dominato da consorzi criminali attivi attraverso una varietà di reati perpetrati dietro lo schermo dell'anonimato in rete.

E' il quadro emerso da una conferenza sulla criminalità on line in corso per tre giorni a Sydney cui partecipano specialisti nella sicurezza in internet, dirigenti di polizia e di servizi segreti, giuristi e accademici per discutere nuove forme di cooperazione fra le forze dell'ordine, tecniche di identificazione dei criminali e misure di repressione oltre i confini nazionali.


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Il cybercrimine non conosce crisi

Scritto da Spiare.com • Martedì, 14 aprile 2009 • Commenti 0 • Categoria: Internet e sicurezza
Il vessillo dei pirati campeggia su una parete. Ma la Jolly Roger, la celebre bandiera nera con il teschio e le ossa incrociate, è l'unico "omaggio" al nemico. I ragazzi del Symantec Security Response di Dublino – un team di esperti informatici che monitorano costantemente la Rete a caccia di virus e cybercriminali - devono tenere gli occhi ben aperti sui monitor, durante la navigazione. Perché la battaglia, in questo caso, si gioca su Internet. E i mari, secondo l'edizione XIV del rapporto sulle minacce in Rete elaborato proprio da Symantec – multinazionale che produce antivirus e sistemi per la sicurezza dei dati - sono sempre più infestati.

PROFITTI ILLEGALI - Nel 2008, la diffusione su Internet di codici pericolosi (vale a dire software nocivi come virus, worm, cavalli di Troia e simili) utilizzati per infettare e violare i computer è cresciuta, su scala planetaria, del 265% rispetto al 2007. Più del 60% delle minacce attualmente note è stata rilevata durante l'anno passato. Il worm Conficker, che ha infettato milioni di computer in pochi mesi lasciando temere uno tsunami informatico (anche se l'interesse dei cybercriminali non è quello di attaccare le infrastrutture della Rete, quanto quello di controllare il maggior numero di computer), rappresenta insomma solo la punta dell'iceberg. Nel mirino ci sono tutti: imprese, enti pubblici e semplici utenti della Rete. «Non esiste un obiettivo tipico – spiega Kevin Hogan, responsabile del centro Symantec che opera alla periferia della capitale irlandese – ovunque ci sia un'opportunità di profitto c'è il rischio che qualcuno cerchi di approfittare delle falle e delle vulnerabilità dei sistemi informatici».


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Cybercrimine tra allarme e bluff

Scritto da Spiare.com • Mercoledì, 10 dicembre 2008 • Commenti 0 • Categoria: Internet e sicurezza

Tra sovraffollamento e pirateria informatica per la rete sembra un periodo nero: ma la situazione è davvero così tragica?

L’Herald Tribune riporta il responso: «La sicurezza di Internet si è rotta e nessuno sa come aggiustarla». Le software house che si occupano di produzione informatica, infatti, denunciano il collasso imminente: il terrorismo digitale nella vita quotidiana è sempre più forte e veloce e nessuno è in grado di arginarlo.

L’azienda anti-virus McAfee, con due settimane di ritardo rispetto alla concorrente Symantec, definisce senza mezzi termini i rischi connessi al collasso di Internet: «Un attacco informatico di grandi dimensioni potrebbe avere conseguenze economiche peggiori di quelle dell’11 settembre». 

I pirati informatici, attualmente, sembrano essere più veloci dei tecnici e si adattano molto rapidamente ai cambiamenti della rete ufficiale. In ottobre un gruppo di ricerche indipendenti dell’Atlanta ha denunciato il numero sempre crescente di computer infettati quotidianamente: attualmente risultano “malati” il 15% dei computer connessi (rispetto al 10% degli infetti nel 2007).

Ma da dove arrivano i virus? Secondo le ricerche del Panda Labs oltre 10 milioni di terminali sarebbero impegnati ogni giorno a distribuire virus e spam nella rete mentre gli anti-virus ufficiali finora in vendita non sarebbero ancora in grado di eliminare la maggior parte delle “infezioni”: Stuart Stainiford, direttore dell’istituto di ricerca FireEye per la sicurezza di Silcon Valley, ha presentato i risultati di una inquietante ricerca che ha provato l’inefficienza dei sistemi di protezione attuali. Nel test 36 anti-virus in commercio sono stati sottoposti ad un bombardamento di “malware” e sono riusciti ad individuarne e a corrergene meno della metà.


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