L' asse speciale con le «spie» dei servizi segreti

Scritto da Spiare.com • Sabato, 18 settembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Servizi Segreti

Una volta Cossiga ha dichiarato: «Come a qualcuno piacciono i fiori, a me piacciono le spie». Spie non nel senso volgare, di delatori, ma spie come agenti dell' arcana imperii, dei segreti del potere, o meglio ancora - spiega Pasquale Chessa, suo confidente ed amico oltre che autore di alcuni libri con l' ex Presidente - «del segreto di Stato». Sì, certamente c' era in lui anche l' aspetto ludico e romanzesco per i servizi segreti, l' amore per l' aneddotica, per la tecnologia (dai telefonini alle email criptate), ma ricorda Chessa, per Cossiga i servizi segreti erano una vera e propria «funzione dello Stato, una funzione della politica, non in quanto scaturigine di ricatti e di dossier (o almeno non solo questo), ma in quanto il monopolio della notizia segreta deve essere dello Stato». Eppure Cossiga, almeno ad un certo punto della sua carriera, quando divenne «il Picconatore», cominciò a divulgare segreti a raffica. Non è una contraddizione? «No», ricorda Chessa che una volta gli fece notare che parlava troppo, anche per essere un sardo. «Lui mi rispose: vedi, i sardi si dividono in due grandi categorie: i sardo-muti e i falso loquaci. Io sono del secondo tipo: i falso loquaci parlano tanto ma dicono solo quello che vogliono. Parlava di quei segreti che ormai potevano essere "derubricati"», perché non servivano più. Era un teorico della deperibilità del segreto di Stato».


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Sicurezza, nasce la Fondazione Icsa. La presentazione a Roma

Scritto da Spiare.com • Venerdì, 20 novembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Intelligence

E' stata presentata questa sera a Roma la Fondazione Icsa (Intelligence Culture and Strategic Analysis), che si occuperà dei temi della sicurezza, della difesa e dell'intelligence e, in particolare, analizzerà i principali aspetti connessi alla sicurezza nazionale interna ed esterna, all'evoluzione dei modelli di difesa militare dalle minacce esterne.

Nella missione anche lo studio delle dinamiche dei fenomeni criminali e illegali in Italia e all'estero, alla sicurezza informatica e tecnologica dello Stato e dei cittadini, soprattutto in relazione al crescente dispiegarsi della globalizzazione economica, finanziaria e giuridica.

Presidente onorario della Fondazione Icsa è il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, il presidente è Marco Minniti.

La Fondazione, che è stata presentata oggi all'Hotel Cicerone di Roma alla presenza tra gli altri del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, sarà più che "bipartisan" e promette di mantenere sempre "uno spirito repubblicano" sui temi della sicurezza, della difesa e dell'intelligence.


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«Kossiga» e la controstoria sull’Italia e il caso Moro

Scritto da Spiare.com • Lunedì, 19 ottobre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Servizi Segreti

La versione di K , Kappa come ai tempi lugubri in cui sui muri si leg­geva Kossiga, è la «controstoria» d’Italia che Francesco Cossiga, assie­me a Marco Demarco, ha disegnato per raccontare da un punto di vista politicamente scorrettissimo ses­sant’anni di vicende italiane (Rai Eri-Rizzoli). Si snodano le tappe di una storia tormentata e anzi tumul­tuosa e fitta di misteri.

De Gasperi e la scelta americana. Il Pci di Palmiro Togliatti. Enrico Mattei. Stay Behind. La P2. Tangentopoli e Mani Pulite. In ogni capitolo ricordi, anno­tazioni personali, ricostruzioni di un ambiente. Anche qualche freccia av­velenata. Come quella che compare nel capitolo dedicato alla mafia e al rapporto di convivenza tra la politi­ca e Cosa Nostra: «Fu il cardinale Er­nesto Ruffini, arcivescovo di Paler­mo, a mettere in guardia la Dc. 'Se volete i voti dovete andare a cercare quelli lì', disse. E con 'quelli lì' in­tendeva i mafiosi». Ma è soprattutto sul «caso Moro» che la «controstoria» di Cossiga sembra offrire spunti nuovi.


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«Per colpa dei pm avremo spie inefficienti»

Scritto da Spiare.com • Sabato, 3 ottobre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Controspionaggio

Presidente emerito Francesco Cossiga, è «un insulto...
(trillo del telefono, Cossiga si fa passare l’anonimo interlocutore cui rivolge una sfuriata come ai bei tempi del Quirinale)
«Caro Amico, e mi chiedi che succede? Ti rendi conto?... Io pedinato da una Punto, bianca... La mia scorta se n’è accorta, e sai di chi era? Dell’Aise, era (i servizi di informazione “esterni”, ndr). Dove vogliamo arrivare? Davvero vuoi che la prossima volta faccia un’interrogazione con numero di targa e nome degli occupanti?».

Strano Paese, questo. E lei che si vuole mettere sotto la protezione della Cia...
«Non avrei alcuna difficoltà, sa? Li conosco da tanti anni, affettuosamente li chiamo “i ragazzi di via Veneto”. Frequentavo casa del capo, la moglie preparava deliziose wienerschnitzel...».

È arrabbiato: vorrebbe cambiare i capi dell’intelligence, Di Pinto, Damiano, Bonsano, e trovare una «buona sistemazione al marinaio Branciforte».
«Branciforte è buon marinaio e brav’uomo. Tanto da potersi fidare di personaggi che prestano alla Procura di Milano bassi servizi da Ovra fascista. Ma cos’aspetta il governo a cacciarli via?».


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Cossiga, il Copasir e quella brutta roba dei Servizi

Scritto da Spiare.com • Giovedì, 10 settembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Servizi Segreti

E’ proprio una gran passione quella che lega Francesco Cossiga ai Servizi Segreti italiani.

E infatti, quando deflagrò il caso D’Addario/Villa Certosa, dopo le dichiarazioni di un ministro della Repubblica che così tuonava “Il presidente del Consiglio invece di farsi accompagnare dai servizi segreti, è meglio farsi accompagnare dalla gente della Lega e dalla polizia normale come faccio io…I Servizi sono una brutta roba. Sono i servizi che sono sempre dietro a queste porcate, prima le bombe e ora le donne”, il gran Picconatore rispose inviando subito una lettera a Francesco Rutelli, presidente del Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica, chiedendo di avviare un’indagine sugli 007 nostrani per capire se vi fosse stato un passaggio di informazioni riservate riguardanti la vita privata del premier ai Pm di Bari. Nientemeno?


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Magistrati informati dai servizi segreti?

Scritto da Spiare.com • Lunedì, 3 agosto 2009 • Commenti 0 • Categoria: Servizi Segreti

Proviamo a riepilogare con ordine, partendo dalla dichiarazione rilasciata qualche giorno fa dal senatore a vita Francesco Cossiga, secondo il quale i servizi segreti intercetterebbero anche membri del Governo.

La cosa, ci si permetta, è tutt’altro che di poco conto. Soprattutto perché, sempre secondo l’ex Capo dello Stato, agenti dei nostri servizi segreti, se al termine di intercettazioni e pedinamenti, “trovano qualcosa di interessante, trasmettono a magistrati amici, dico per dire di Milano, Bari e Napoli.

Magari – prosegue Cossiga - parlando da cabine telefoniche situate nelle loro basi e magari non bene agganciate al terreno così da poter essere tolte''.

Il riferimento è ad una nota emessa a metà luglio dallo stesso presidente emerito della Repubblica nella quale si leggeva tra l’altro che una cabina telefonica situata all’interno di Forte Braschi, sede centrale dell' Agenzia per le Informazioni per la Sicurezza Interna (Aise) era scomparsa.


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Cossiga: il Cavaliere è spiato. Vi dico come e da chi

Scritto da Spiare.com • Lunedì, 13 luglio 2009 • Commenti 1 • Categoria: Intelligence

A rompere la monotonia di un sabato afoso di luglio ci pensa Francesco Cossiga. È quasi mezzogiorno quando il presidente emerito della Repubblica invia una lettera aperta a Francesco Rutelli, presidente del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, incaricato di controllare l’attività dei servizi segreti italiani.

Pura dinamite: Cossiga parte da quanto detto da Umberto Bossi a Berlusconi («Invece di farsi accompagnare dai servizi segreti, è meglio farsi accompagnare dalla gente della  Lega e dalla polizia normale, come faccio io. I servizi sono una brutta roba»), ma si spinge molto più in là di quanto fatto dal leader leghista.

Il senatore a vita sostiene di aver raccolto «voci che circolano negli ambienti d’istituto», secondo le quali «agenti di un servizio nazionale di informazioni e sicurezza, pur non ricoprendo la qualifica di ufficiali o agenti di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria ordinaria o  militare, avrebbero collaborato con magistrati delle procure della  Repubblica di Milano, Bari, Roma e Tempio Pausania, anche garantendo la segretezza dei loro contatti e delle loro comunicazioni in  relazione a materie da dette procure della Repubblica in corso di  trattazione e aventi relazioni con la persona, i fatti e i  comportamenti dell’onorevole Silvio Berlusconi». Cossiga chiede quindi a Rutelli di far aprire dal Copasir una nuova inchiesta. Insomma, come spesso accade con lui, c’è al fuoco tanta di quella carne che vale la pena di parlarci un po’. Se non altro per capire bene dove voglia andare a parare.


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Interpellanza di Cossiga: indagare sui Servizi Segreti esteri

Scritto da Spiare.com • Lunedì, 29 giugno 2009 • Commenti 0 • Categoria: Intelligence

I Servizi segreti verifichino se da parte dell'intelligence di "Paesi alleati ed amici", vi è stata "un'operazione di 'intossicazione e di disinformazione dell'opinione pubblica italiana e internazionale ed anche a livello di altri Governi esteri, nei confronti del nostro Paese e del suo Governo, al fine di screditare all'interno e/o all'estero la sua politica estera e militare o di influire su di essa".

Lo chiede il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, in un'interpellanza ai ministri dell'Interno, dell'Economia e della Giustizia, in riferimento all'inchiesta condotta dalla Procura di Bari che fa riferimento anche a vicende private del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

"Premesso che l'articolo 55, comma primo del codice di procedura penale -spiega Cossiga- prevede che la polizia giudiziaria deve, anche di propria iniziativa, prendere notizia dei reati, impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori, ricercarne di autori, compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prove e raccogliere quanto possa servire per l'applicazione della legge penale...


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