Codice divide 007, Tomponzi: 'si' a regole'

Scritto da Spiare.com • Venerdì, 19 dicembre 2008 • Commenti 3 • Categoria: Investigazioni private
Gli 007 privati si dividono nel commentare le disposizioni del nuovo Codice privacy per la categoria, in vigore dal primo gennaio 2009. "Abbiamo l'autorizzazione a svolgere un compito ma non ci viene concesso di farlo", dice Genuario Pellegrino, presidente della Federpol, la Federazione istituti investigazioni-informazioni-sicurezza.

Ma Miriam Tomponzi, titolare di una nota società di detective, la pensa diversamente: "E' giusto che ci siano regole". Secondo il Codice - che vale anche per gli avvocati, è stato elaborato dalle categorie interessate e approvato dal Garante per la Privacy - gli investigatori non possono intraprendere di propria iniziativa ricerche o altre forme di raccolta dei dati, ma solo in base a un incarico conferito per iscritto da un difensore o da un altro soggetto.

L'incarico va eseguito personalmente e, una volta conclusa l'attività investigativa e comunicati i risultati, i dati raccolti vanno cancellati. "Siamo considerati gli spioni di turno, ma svolgiamo un serio lavoro sociale che ha a che fare con il diritto di famiglia, degli affari, delle società", protesta Pellegrino.


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