Liguria, è lecito spiare i dipendenti, lo ha deciso la Cassazione

Scritto da Spiare.com • Venerdì, 10 dicembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Spionaggio

E’ lecito spiare i dipendenti. Lo ha stabilito la Cassazione Sezione Lavoro in una sentenza nazionale che, ovviamente, interesserà anche la Liguria dove, come in tutte le regioni d´Italia, avranno valore le novità che apporta. La sentenza in questione ha infatti confermato la legittimità del licenziamento per giusta causa, inflitto al direttore di una catena di supermercati Standa, sorpreso con controlli occulti a prelevare merce dagli scaffali con gli scontrini riciclati. Per la Suprema Corte, "sono legittimi i controlli posti in essere dai dipendenti di agenzie investigative che operano" spiando "come normali clienti e non esercitano alcun potere di vigilanza e controllo". Inoltre fanno sottolineato che "le norme poste dagli art. 2 e 3 della legge 300 del 1970 a tutela della libertà e dignità del lavoratore, delimitando la sfera di intervento di persone preposte dal datore di lavoro a difesa dei suoi interessi, con specifiche attribuzioni nell´ambito dell´azienda, non escludono il potere dell´imprenditore di controllare direttamente o mediante la propria organizzazione gerarchica l´adempimento delle prestazioni lavorative e quindi di accertare mancanze specifiche dei dipendenti.


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La Cassazione regolamenta i software spia

Scritto da Spiare.com • Lunedì, 21 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Sorveglianza Informatica

Una nuova sentenza (n.4375) della Cassazione getta nuova luce sui rapporti tra datore di lavoro e dipendenti relativamente all'uso dei sistemi informatici in ufficio. Spesso le sentenze della Cassazione vengono lette con colpevoli generalizzazioni ed eccessiva superficialità, dunque occorre attenersi al testo e limitare la decisione al caso specifico. Ma è un caso destinato comunque a far discutere, poiché boccia il datore di lavoro che ha monitorato le attività di un datore di lavoro sul pc, bocciando le attività extra-lavorative e sfruttando le stesse per giungere al licenziamento dell'addetto.La sentenza è ben riassunta da PMI.it, secondo cui «La suprema Corte ha giudicato illegittimo il licenziamento del dipendente avvenuto per ben due volte con la motivazione di "avere usato internet per ragioni non di servizio in contrasto con il regolamento aziendale", ritenendola una una violazione della riservatezza e dell'autonomia del lavoratore».


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Telefono spia nell'auto della ex? Per la Cassazione non è reato

Scritto da Spiare.com • Venerdì, 10 luglio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Cellulari Sms Spia

L'italiano è caliente e geloso. Ma ora può dormire sonno tranquilli. Via libera alle "cimici" per origliare le conversazioni della propria amata. Solo in auto, però. Nascondere un "telefono spia" nela vettura della ex fidanzata per scoprire i suoi segreti non è un reato.

L'auto non è un luogo privato La vettura infatti, ricorda la Cassazione, non può essere considerato un "luogo di privata dimora" e se lo "spionaggio" si avvale di una semplice trasmittente non c’è legge che lo vieti. In pratica all’orecchio indiscreto basta nascondere nella vettura un telefonino a risposta automatica e senza suoneria che, attivato a distanza, consente di ascoltare ciò che viene detto all’interno dell’auto.


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Intercettazioni, Cassazione:difesa non ha i nastri? Niente carcere

Scritto da Spiare.com • Martedì, 12 maggio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Intercettazioni

Quando l’accusa si serve delle intercettazioni deve consegnare alla difesa le registrazioni originali. Altrimenti l’ordine di custodia in carcere viene cancellato.
Non bastano le trascrizioni nemmeno se si tratta di atti che non sono stati ancora depositati. In pratica, anche se il gip si è accontentato, per firmare l’ordinanza cautelare, delle trascrizioni su carta, se la difesa le chiede il pm deve consegnare copia dei “supporti originali”.

Il monito viene dalla Cassazione che ha così applicato una sentenza della Corte costituzionale che, lo scorso anno, dichiarò “fuorilegge” il codice di procedura penale nella parte in cui non prevedeva il diritto per il difensore di avere “copia dei supporti informatici” sui quali sono registrate le intercettazioni “poste a base dei provvedimenti restrittivi”.

I giudici della sesta sezione penale della Corte, con la sentenza 19150, hanno perciò annullato con rinvio la decisione del tribunale del riesame di Brescia che, a gennaio scorso, aveva invece confermato l’ordinanza di custodia in carcere nei confronti di due extracomunitari arrestati dalla procura di Bergamo per spaccio di stupefacenti.


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«Illegittima distruzione intercettazioni»

Scritto da Spiare.com • Mercoledì, 22 aprile 2009 • Commenti 0 • Categoria: Intercettazioni
È in parte illegittima la norma che impone la distruzione dei documenti e delle intercettazioni ritenute illegali. Lo ha deciso la Corte Costituzionale, accogliendo parzialmente la questione sollevata dal gip di Milano Giuseppe Gennari nell'ambito del procedimento che vede imputato, tra gli altri, l'ex capo della Security di Telecom Italia Giuliano Tavaroli.

LA NORMA - La norma bocciata dalla Corte riguarda la nuova formulazione dell'art. 240 del codice di procedura penale modificato dal decreto (poi convertito in legge nel novembre del 2006 con voto bipartisan) con cui il governo Prodi intervenne all'indomani dell'arresto dell'ex capo della security di Telecom, Giuliano Tavaroli, dell'investigatore privato Emanuele Cipriani e dell'ex capo della sicurezza informatica Fabio Ghioni. La norma imponeva la distruzione di tutto il materiale illegalmente acquisito (comunicazione telefoniche, telematiche, etc) in un'udienza camerale celebrata dal gip che però avrebbe dovuto redigere un verbale riassuntivo di quanto distrutto.


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Privacy, Cassazione: Non è reato webcam in cortile condominio

Scritto da Spiare.com • Venerdì, 5 dicembre 2008 • Commenti 0 • Categoria: Video Sorveglianza
La telecamera in cortile non è reato. Le zone condominiali non sono tutelate dalla privacy e chiunque può installare la propria webcam per difendersi dai ladri. A patto che l’obiettivo non vada a sbirciare oltre gli ingressi e le finestre degli appartamenti.

Smentendo le conclusioni dei giudici del tribunale e della Corte d’appello, la Cassazione apre una "finestra elettronica" sulla videosorveglianza limitando l’applicazione delle norme sulla privacy.

I giudici della quinta sezione penale hanno cancellato la condanna a nove mesi di reclusione e al risarcimento dei danni che era stata inflitta ad una famiglia di Rovereto che per difendersi dagli intrusi aveva installato due webcam sul balcone di casa propria e su un albero nel cortile del condominio.

Le immagini potevano essere controllate o attraverso un qualsiasi computer wi-fi o sul televisore di casa con una presa scart. Ma l’iniziativa di Antonio G. non è andata giù ad uno dei suoi vicini di casa, Pietro C., che lo ha denunciato per “illecita interferenza nella vita privata”, un reato previsto dal codice penale.

Gli occhi elettronici, secondo Pietro, riprendevano non solo tutto ciò che accadeva nel cortile e nelle vicinanze dell’abitazione, ma anche la sua porta di casa e una parte del suo vialetto d’ingresso, che è di sua esclusiva proprietà. Il tribunale di Rovereto prima e la Corte d’appello di Trento poi, nel maggio del 2007, hanno condannato il "videosorvegliante".


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