Liguria, è lecito spiare i dipendenti, lo ha deciso la Cassazione
Scritto da Spiare.com • Venerdì, 10 dicembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Spionaggio
E’ lecito spiare i dipendenti. Lo ha stabilito la Cassazione Sezione Lavoro in una sentenza nazionale che, ovviamente, interesserà anche la Liguria dove, come in tutte le regioni d´Italia, avranno valore le novità che apporta. La sentenza in questione ha infatti confermato la legittimità del licenziamento per giusta causa, inflitto al direttore di una catena di supermercati Standa, sorpreso con controlli occulti a prelevare merce dagli scaffali con gli scontrini riciclati. Per la Suprema Corte, "sono legittimi i controlli posti in essere dai dipendenti di agenzie investigative che operano" spiando "come normali clienti e non esercitano alcun potere di vigilanza e controllo". Inoltre fanno sottolineato che "le norme poste dagli art. 2 e 3 della legge 300 del 1970 a tutela della libertà e dignità del lavoratore, delimitando la sfera di intervento di persone preposte dal datore di lavoro a difesa dei suoi interessi, con specifiche attribuzioni nell´ambito dell´azienda, non escludono il potere dell´imprenditore di controllare direttamente o mediante la propria organizzazione gerarchica l´adempimento delle prestazioni lavorative e quindi di accertare mancanze specifiche dei dipendenti.
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Una nuova sentenza (n.4375) della Cassazione getta nuova luce sui rapporti tra datore di lavoro e dipendenti relativamente all'uso dei sistemi informatici in ufficio. Spesso le sentenze della Cassazione vengono lette con colpevoli generalizzazioni ed eccessiva superficialità, dunque occorre attenersi al testo e limitare la decisione al caso specifico. Ma è un caso destinato comunque a far discutere, poiché boccia il datore di lavoro che ha monitorato le attività di un datore di lavoro sul pc, bocciando le attività extra-lavorative e sfruttando le stesse per giungere al licenziamento dell'addetto.La sentenza è ben riassunta da PMI.it, secondo cui «La suprema Corte ha giudicato illegittimo il licenziamento del dipendente avvenuto per ben due volte con la motivazione di "avere usato internet per ragioni non di servizio in contrasto con il regolamento aziendale", ritenendola una una violazione della riservatezza e dell'autonomia del lavoratore».
L'italiano è caliente e geloso. Ma ora può dormire sonno tranquilli. Via libera alle "cimici" per origliare le conversazioni della propria amata. Solo in auto, però. Nascondere un "telefono spia" nela vettura della ex fidanzata per scoprire i suoi segreti non è un reato. 
È in parte illegittima la norma che impone la distruzione dei documenti e delle intercettazioni ritenute illegali. Lo ha deciso la Corte Costituzionale, accogliendo parzialmente la questione sollevata dal gip di Milano Giuseppe Gennari nell'ambito del procedimento che vede imputato, tra gli altri, l'ex capo della Security di Telecom Italia Giuliano Tavaroli.
La telecamera in cortile non è reato. Le zone condominiali non sono tutelate dalla privacy e chiunque può installare la propria webcam per difendersi dai ladri. A patto che l’obiettivo non vada a sbirciare oltre gli ingressi e le finestre degli appartamenti.







