Gli spioni dentro l'Antimafia

Scritto da Spiare.com • Giovedì, 14 gennaio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Intercettazioni

Adesso sarà interessante capire chi veniva spiato, perché e soprattutto per conto di chi. Perché dell'esistenza di una struttura all'interno della Direzione investigativa antimafia di Napoli in grado di raccogliere informazioni sulla vita privata di alcune persone i magistrati sospettavano da tempo. E con le perquisizioni ordinate ieri gli inquirenti della Procura di Napoli hanno ottenuto già i primi riscontri.

Tutto parte l'estate scorsa, esattamente il 14 agosto, quando uno degli uomini in servizio alla Dia partenopea scopre che in un'area non protetta del sistema informatico è stata creata una cartellina con all'interno dei file riguardanti le nuove indagini nate dall’inchiesta Magnanapoli, che rivelò i rapporti tra l'imprenditore Alfredo Romeo e diversi esponenti della giunta comunale di Napoli. Le notizie coperte da segreto erano relative a presunte irregolarità negli appalti inseriti nel cosiddetto Piano Sicurezza a Napoli e in provincia.

Per l'amministratore del sistema informatico ricostruire il percorso dei dati fu un gioco da ragazzi. Venne individuato anche il computer e il giorno in cui fu avviato quel tipo di lavoro. E in quella data era in servizio un sostituto commissario, 45 anni, allontanato qualche mese prima proprio dal gruppo ribattezzato Fedra, che indagava appunto sulla vicenda Global Service.


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RIS, l'orecchio dei servizi segreti italiani. Ecco il grande fratello militare

Scritto da Spiare.com • Domenica, 13 settembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Servizi Segreti

Non si tratta di extraterrestri, ma di satelliti controllati segretamente dai governi. A confronto le intercettazioni telefoniche di spioni pubblici e privati che hanno coinvolto la Telecom (Tavaroli e soci), sembrano una bazzecola.

L'aria e il cielo sono intrisi di segnali elettronici. Intercettarli è facile come raccogliere la pioggia con un secchio.

Numerosi cittadini con la fedina penale immacolata, ora sono schedati elettronicamente, grazie ai prodigi di un braccio supersegreto dell'ex Sismi, specializzato in spionaggio d'ogni genere e guerra elettronica.

E' tutto documentato nei fascicoli personali: dalle credenze religiose a quelle politiche, fino alle attività professionali e del tempo libero. Siamo controllati e sorvegliati da tempo a nostra insaputa.

Il presidente del Consiglio Berlusconi, se non fosse troppo distratto dalle donne - e ricattabile - dovrebbe informare subito le Commissioni parlamentari competenti: Affari costituzionali e Difesa.

Signor ministro La Russa chi gestisce questa struttura, quale tipo di informazione utilizza e di quale mandato politico gode? Esistono fondati sospetti che tale sistema di spionaggio al di fuori del controllo parlamentare, possa venire utilizzato per fini difformi da quelli della sicurezza e della pace? Ma di che si tratta?


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Lo Stato e' Cosa Nostra

Scritto da Spiare.com • Sabato, 12 settembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Servizi Segreti

Il filo rosso che lega pezzi dello Stato, servizi e mafie, oggi viene alla luce destando clamore con le rivelazioni di Ciancimino, ma parte da lontano. Imposimato, un protagonista di quegli anni della storia italiana, ripercorre le tappe del patto scellerato.

Molti anni fa una giornalista americana, Judith Harris, del Reader's Digest, mi chiese quale fosse la differenza tra Brigate rosse e mafia. Senza pensarci due volte risposi: le Br sono contro lo Stato, la mafia e' con lo Stato.

E spiegai che la capacita' della mafia e' di intessere legami stretti con le istituzioni - politica, magistratura, servizi segreti - a tutti i livelli.

Con le buone o le cattive maniere. Chi resiste, come Boris Giuliano, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, viene eliminato, senza pieta'. Collante tra mafia e Stato e' da sempre la massoneria.

Questo sistema di legami, che risale alla strage di Portella delle Ginestre, non si e' mai interrotto nel corso degli anni, anzi si e' rafforzato ed e' diventato piu' sofisticato. Ma molti hanno fatto finta che non esistesse. Complice la stampa manovrata da potenti lobbies economiche.


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E Pippo entrava nei computer dei pm

Scritto da Spiare.com • Sabato, 27 giugno 2009

Niente password, prote­zioni nulle. Per oltre un mese, alla Procura di Mila­no una copia dei dati con­tenuti nei computer della Direzione distrettuale anti­mafia è rimasta su una del­le «cartelle» aperte e con­divise della rete informati­ca. Chiunque poteva acce­dere anche con un banale nome di fantasia (tra quel­li usati, Pippo) e soprattut­to senza la possibilità di essere rintracciato.

Più lo si scopre e meno ci si crederebbe. Invece è vero. Per più di un mese, alla Procura di Milano, una copia dei dati dei computer della Dire­zione distrettuale antimafia (Dda) è rimasta su una delle «cartelle» aperte e condivise nella rete informatica giudizia­ria milanese, senza protezioni e dunque visibile da uno qualun­que dei 3.230 utenti complessi­vi. In più è emerso che, nel tem­po, ben 80 utenti hanno acquisi­to e mantenuto le credenziali in­formatiche da amministratore di sistema, e quindi possono entrare in qualunque computer dei 3.230 utenti.


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Catturato Giovanni Strangio. Decisive le intercettazioni

Scritto da Spiare.com • Domenica, 15 marzo 2009 • Commenti 0 • Categoria: Attualità
Sono stati arrestati grazie alle intercettazioni telefoniche. Giovanni Strangio e il cognato Francesco Romeo, potenti boss della ‘Ndrangheta continuavano a cambiare le schede dei cellulari per non essere rintracciati.

Ma, alla fine, le indagini condotte dagli uomini della Squadra Mobile di Reggio Calabria (guidati da Renato Cortese) e dello Sco di Roma hanno avuto la meglio.
E’ finita così, nella tarda serata di ieri, in un appartamento condominiale di Amsterdam (città in cui erano stati catturati anche Giuseppe Nirta e Sebastiano Strangio), la latitanza di due dei trenta ricercati più pericolosi secondo il ministero dell’Interno. Per i quali è stata fatale la necessità di mantenere i contatti con la cosca madre di San Luca.
Strangio e Romeo apparterrebbero infatti alla cordata Nirta-Strangio, contrapposta ai Pelle-Vottari in una sanguinosa faida che dura da anni. E che si è inasprita nel Natale del 2006 con l’omicidio della moglie del boss Giovanni Luca Nirta (Maria Strangio) alla quale è seguito, per ritorsione, il massacro di Duisburg. Autore materiale di quella strage, in cui persero la vita sei giovani davanti al ristorante “Da Bruno”, sarebbe stato proprio lo Strangio insieme ad altri soggetti non ancora identificati, nonostante la polizia sia da tempo sulle loro tracce.

Strangio – identificato anche grazie alla collaborazione di due testimoni – era titolare, in Germania, di due pizzerie considerate dagli investigatori basi logistiche per gli affari della ‘Ndrangheta. E secondo l’accusa compì la strage proprio per vendicare l’assassinio della cugina Maria e del nipote della donna rimasto ferito durante l’agguato. Pianificato, in realtà, per assassinare il boss Giovanni Nirta.


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