Intercettazioni, la maggioranza apre a nuove modifiche

Scritto da Spiare.com • Domenica, 11 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Intercettazioni

Che il governo si stesse lentamente ma inesorabilmente aprendo ad alcune modifiche sostanziali del contestatissimo ddl intercettazioni, si era già intuito giovedi scorso; con la presidente della Commissione Giustizia alla Camera, Giulia Bongiorno, decisa a rimandare di un giorno (da lunedì a martedì prossimo) il termine per presentare gli emendamenti al testo di legge. La richiesta, come noto, era stata tra l'altro presentata proprio da un membro del centrodestra, ovvero dal capogruppo del Pdl in Commissione Enrico Costa, il quale, per l'occasione, aveva appunto domandato un giorno in più per poter esaminare al meglio l'intricata e delicata questione.
Come si legge anche su "Corriere della Sera", dunque, l'esecutivo ha previsto dei cambiamenti su tutti e tre gli elementi più criticati: in primis sembra difatti che saranno assicurate delle congrue proroghe dei termini alle intercettazioni; poi ci sarà un allargamento delle intercettazioni ambientali (anche riguardo ai luoghi dove si potranno effettuare) ed un abbassamento sensibile delle sanzioni pecuniarie per gli editori che permettono la diffusione di pubblicazioni vietate.


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Intercettazioni, così la riforma allungherà i tempi della giustizia

Scritto da Spiare.com • Domenica, 16 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Intercettazioni

Tempi lunghi della giustizia? La riforma Alfano sulle intercettazioni è destinata ad allungarli molto, ma molto di più. Complicando oltre modo l'attività dei magistrati.

Come per la decisione di affidare non più al solo giudice per le indagini preliminari, ma a un intero collegio, il via libera alla richiesta del pm di un'intercettazione.

Con una contraddizione evidente: basta il gip per autorizzare un atto pesante come l'arresto, ma ce ne vorranno ben tre per mettere un telefono sotto controllo o per sistemare una microspia o per richiedere un tabulato.


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Il conto delle intercettazioni

Scritto da Spiare.com • Martedì, 11 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Intercettazioni

Centoventimila telefoni sotto controllo, oltre 11mila intercettazioni ambientali. In totale, nel 2009, le procure hanno spiato oltre 130mila «bersagli». Termine che, tradotto dal gergo degli inquirenti, è (quasi) sinonimo di «indagati» sottoposti a intercettazione. Il "quasi" è d'obbligo perché ciascun indagato potrebbe disporre di più di un telefonino: a conti fatti, il numero di individui dietro le utenze telefoniche controllate dalle procure è quindi più basso, verosimilmente intorno a 80mila, se si stimano tre cellulari ogni due persone.

Mentre il Senato prosegue nell'esame del Ddl sulle intercettazioni, il ministero della Giustizia ha messo insieme i numeri forniti dalle procure. Il risultato è che dalle 70mila operazioni del 2003 si è passati alle oltre 132mila del 2009, con una spesa totale in costante crescita che ha superato, l'anno scorso, i 270 milioni di euro. Ma le cose stanno cambiando. Ad esempio, scendono i costi delle singole operazioni (siamo a una media poco superiore ai 1.500 euro a bersaglio contro gli oltre 3mila del 2003), quale frutto della concomitanza di due fattori.


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Intercettazioni, vietato pubblicare nome e foto del magistrato

Scritto da Spiare.com • Martedì, 17 febbraio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Intercettazioni
Primo via libera dalla commissione Giustizia della Camera al disegno di legge del governo sulle
intercettazioni ottiene. Il provvedimento ora è atteso in Aula per il 23 febbraio, ma solo per la discussione generale. L'esame degli emendamenti e il voto continueranno probabilmente a marzo con i tempi di discussione contingentati.

Questo, in estrema sintesi, il contenuto del provvedimento, modificato ancora stasera nell'ultimo esame della commissione:

Gravi indizi di colpevolezza - Il Pm potrà chiedere l'autorizzazione a intercettare solo in presenza di 'gravi indizi di colpevolezza'. Nelle indagini di mafia e terrorismo basteranno 'sufficienti indizi di reato'. La richiesta dovrà essere autorizzata da un Gip collegiale del capoluogo del distretto. Ma il giudice dovrà poi compiere una sua valutazione autonoma del caso.

Via il magistrato che parla troppo - La toga che rilascia "pubblicamente dichiarazioni" sul procedimento che gli viene affidato ha l'obbligo di astenersi. E dovrà essere sostituito se iscritto nel registro degli indagati per rivelazione del segreto d'ufficio. Il suo nome non potrà essere citato.

Omesso controllo, arresto fino a un anno - Il ddl prevede l'arresto fino a un anno e l'ammenda da 500 a 1.032 euro per pubblici ufficiali e magistrati che omettano di esercitare "il controllo necessario ad impedire la indebita cognizione o pubblicazione delle intercettazioni.

Divieto di pubblicazione - Per i media le indagini diventeranno 'top secret'. Non si potranno più pubblicare gli atti dell'indagine preliminare, neanche l'iscrizione nel registro degli indagati di qualcuno, o quanto acquisito al fascicolo del Pm o del difensore, fino al termine dell'udienza preliminare. Anche se gli atti non saranno più coperti da segreto.

No ai nomi e immagini di Pm - Il ddl prevede lo stop alla pubblicazione di nomi o immagini di magistrati "relativamente ai procedimenti e processi penali a loro affidati", salvo che l'immagine non sia indispensabile al diritto di cronaca.

Carcere per i giornalisti - Torna il carcere per i giornalisti. Con due emendamenti approvati in extremis è prevista la pena da uno a tre anni per chi, "con volontà di dolo", pubblica intercettazioni per le quali sia stata ordinata la distruzione o relative "a conversazioni o flussi di comunicazione riguardanti fatti e circostanze o persone estranee alle indagini di cui sia stata disposta l'espunzione". Aumentano anche le sanzioni per gli editori, fino a 370mila euro per chi pubblica violando gli obblighi di legge.

Reati intercettabili - Sul punto la legge attuale cambia poco. Potranno essere intercettati tutti i reati con pene superiori ai 5 anni, compresi quelli contro la Pubblica Amministrazione; ingiuria; minaccia; usura; molestia; traffico-commercio di stupefacenti e armi; insider trading; aggiotaggio; contrabbando; diffusione materiale pornografico anche relativo a minori.

Intercettazioni ambientali - Si potranno usare le 'cimici' solo per spiare luoghi nei quali si sa che si sta compiendo un'attività criminosa. Unica eccezione per i reati di mafia, terrorismo e per quelli più gravi.

Limiti di tempo - Non si potrà intercettare per più di 60 giorni: 30 più 15 più 15. Per reati di criminalità organizzata, terrorismo o minaccia col mezzo del telefono si può arrivare a 40 giorni prorogabili di altri 20.

Procedimento contro ignoti - Le intercettazioni potranno essere richieste solo dalla parte offesa e solo sulle sue utenze. L'opposizione contesta il fatto che non si possa più intercettare nei casi di violenza sessuale perchè le indagini richiedevano intercettazioni di tipo esplorativo per l' individuazione dei responsabili. Potranno essere acquisiti però documenti relativi al traffico telefonico per capire chi fosse presente sul luogo del delitto.

Archivio riservato e divieto di allegare verbali a fascicolo - Le telefonate e i relativi verbali saranno custodite in un archivio presso la Procura. I procuratori avranno il potere di gestione e controllo dei centri di intercettazione e di ascolto.

Divieto di utilizzo in procedimenti diversi - Le intercettazioni non potranno essere usate in procedimenti diversi da quelli nei quali sono state disposte. Salvo i casi di mafia e terrorismo.

Stop a "Un giorno in pretura"- Non si potranno più fare riprese tv nelle aule giudiziarie, a meno che tutte le parti non siano d'accordo.

Gli autori degli emendamenti
. Quello sul carcere per chi pubblica è stato presentato dalla deputata del Pdl Debora Bergamini, mentre l'altro - quello che riguarda le persone estranee all'inchiesta - porta la firma di Nino Lo Presti.


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