Servizi segreti. Accordo tra Putin e Obama per cooperazione
Scritto da Spiare.com • Martedì, 30 aprile 2013 • Commenti 0 • Categoria: Servizi Segreti
Le vicende di Boston possono e debbono spingere gli Usa e la Russia a lavorare insieme: “Se si uniscono le forze, non perderemo contro il terrorismo”. Questo il messaggio del presidente russo Vladimir Putin che ieri ha tenuto una linea diretta con la nazione, durata quasi 5 ore, e poi ha voluto parlare brevemente con un piccolo gruppo di giornalisti, tra cui TMNews. “I servizi segreti russi con nostro grande rammarico non hanno potuto fornire informazioni, ai nostri colleghi americani, che avrebbero potuto avere un significato operativo”, ha detto Putin, ex agente nonchè direttore dei servizi segreti di Mosca. Ma “il caso degli Tsarnaev” si augura il leader del Cremlino, rafforzerà le relazioni tra la Russia e gli Stati Uniti nella lotta contro il terrorismo. La questione non e la nazionalità, ma la mentalità.
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Servizi segreti.
Adesso capisco tante cose. Adesso che i media svelano la storia del Grande Orecchio in Vaticano, di intercettazioni a tappeto su email e cellulari, oltre le mura leonine, capisco le paure a parlare, confidarsi, condividere. Di tutti: dal cardinale all’ultimo impiegato. Capisco quei mille approcci vissuti in questi anni inseguendo da giornalista piste sugli affari tra fede e denaro. Persone che si fanno vive in parte intimorite. Con pseudonimi, anonimi, interfaccia, mediatori ma mai di prima persona. Che quando parlano si guardano in giro, alle spalle, come latitanti braccati. Cercano luoghi defilati, fuorimano, isolati, controllabili. Sussurrano parole lente, accuse. Annuiscono solenni alle tue espressioni di disgusto.
Servizi segreti italiani. Per la prima volta una storia dei Servizi segreti italiani scritta da una donna, docente ed analista di intelligence. E’ in uscita per Citta’ del Sole edizioni un libro che oltre a raccontare i fatti storici, scevri di valutazioni ideologiche o politiche, riporta interviste ad ex direttori dei servizi segreti italiani che dicono la loro, e si raccontano, superando l’obbligo sinora impostogli di riservatezza e silenzio. Parliamo di ANTONELLA COLONNA VILASI autrice di STORIA DEI SERVIZI SEGRETI ITALIANI. La cronologia dei servizi segreti italiani fa data dal 1 settembre 1949, con la nascita del SIFAR (Servizio Informazioni Forze Armate). Il SIFAR nasce dal dissolvimento del SIM, e ne mantiene le strutture ed il personale. Il Servizio d’Informazione Militare (SIM), fu creato durante il regime fascista.
La notizia era stata raccolta dai servizi segreti. Francesco Nangano era in rotta con i vertici del clan di Brancaccio. Adesso gli investigatori sono al lavoro per scoprire se si sia trattato di una macabra coincidenza oppure se la sua condanna a morte fosse scritta da tempo. È la rivelazione di una fonte confidenziale ad aprire una pista investigativa per l’omicidio di sabato sera in via Messina Marine. Si parlava di contrasti con Nino Sacco. Sacco è in carcere da un anno e mezzo. La sezione Criminalità organizzata della Squadra mobile lo piazza nel triunvirato – Nino Sacco, Giuseppe Faraone e Cesare Lupo – alle dipendenze di Giuseppe Arduino che gestiva il clan sotto l’egida dei fratelli Graviano. Detenuti al 41 bis, ma signori incontrastati di una grossa fetta della periferia di Palermo.
La vecchie colonie. La Francia di Hollande è in guerra in Mali. Parigi è entrata in azione con raid aerei a supporto delle forze governative contro i fondamentalisti islamici affiliati ad al Qaida che da mesi occupano il nord. Il governo di Bamako ha proclamato lo stato di emergenza, le truppe governative hanno rioccupato Konne, caduta solo ieri in mano ai ribelli, e il presidente a interim, Diacounda Traoré, in serata rivolto alla nazione ha promesso che i ribelli riceveranno una risposta militare “sferzante e massiccia”. “La nostra missione in Mali non è finita e continuerà nei prossimi giorni”, ha detto il presidente francese. Hollande, ha annunciato di aver disposto il “rafforzamento delle misure antiterrorismo del piano Vigipirate” in Francia. Un pilota francese è rimasto ucciso nell’operazione militare in Mali.
L’ex dirigente della Cia, Wayne Simmons, ha bastonato il film “Zero Dark Thirty”, nonostante il film sia stato realizzato grazie alle informazioni passate dalla stessa Agenzia. Secondo Business Insider, l’abbondanza di informazioni trapelate – da ex dirigenti e fonti anonime – è diventata uno standard, specialmente da quando, la settimana scorsa, il Senato ha smantellato delle misure per prevenirla. Il senatore Dianne Feinstein, la proponente delle misure, ha detto che la lingua del film è stata rimossa per evitare un passaggio in cui si attaccava la Legge di Autorizzazione della Difesa Nazionale. Se le misure anti-divulgazione fossero diventate legge, agli agenti di basso e medio livello, attivi e non, sarebbero stati impediti il contatto con i giornalisti e le apparizioni in tv. La legge avrebbe permesso solo agli ufficiali più alti in grado di fare brevi punti incontri con la stampa.
Sul fronte siriano, la notizia politica di maggiore rilievo è stata diffusa questa mattina dal Guardian, secondo cui Jihad Makdissi, l’ex portavoce del ministero degli Esteri siriano uscito dal Paese un mese fa, «collabora con l’intelligence Usa, che lo ha aiutato a espatriare». Makdissi, di religione cristiana, è uno dei principali responsabili del regime ad aver defezionato. Ora si troverebbe a Washington e stando alle rivelazioni del Guardian starebbe fornendo informazioni importanti sul regime di Bashar al Assad e la stretta cerchia al potere in Siria. Nel frattempo si registra un’avanzata dei jihadisti nella provincia di Hama, teatro di grandi manifestazioni anti-regime nell’estate 2011. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti dell’uomo (Sohr) un gruppo di jihadisti avrebbe conquistato
Alexander Litvinenko, il dissidente russo avvelenato col polonio, lavorava per i servizi segreti inglesi e spagnoli e la Russia è di sicuro coinvolta nel suo omicidio. Le prove sono state fornite dal governo britannico nel corso di una istruttoria preliminare del procedimento che inizierà nel maggio prossimo. Litvinenko, 43 anni, morì dopo una lunga agonia nel novembre del 2006 dopo aver subito un avvelenamento radioattivo a Londra. La polizia britannica ha identificato un agente russo, Andrei Lugovoi, come principale sospetto, ma Mosca ha finora rifiutato di estradarlo. Il servizio segreto inglese MI6 aveva ingaggiato Litvinenko da diversi anni e l'uomo si incontrava regolarmente nel centro di Londra con uno 007 britannico, nominato solo come Martin. 







