Email anonime. Inviare email e messaggi segreti di posta
Scritto da Spiare.com • Giovedì, 28 febbraio 2013 • Commenti 0 • Categoria: Internet e sicurezza
Email anonime. Quando si naviga su internet, essere anonimi è quasi impossibile e tutti, anche usando programmi e sistemi per nascondere la propria identità, possiamo essere tracciati e trovati. Il fatto che non ci siano metodi infallibili al 100% non significa però che non si possa mantenere l’anonimato quando si vogliono inviare messaggi o email senza farsi scoprire. I servizi per mandare email anonime permettono di inviare messaggi di posta elettronica segreti senza che sia rivelato nulla di se, senza quindi lasciare alcun elemento identificativo o indirizzo IP. Le email anonime possono servire per diversi motivi, sia per cause innocenti che, ovviamente, cattive o scherzose. Il motivo principale per usare un servizio di posta elettronica anonimo è quello di preservare la propria email principale da tentativi di phishing o spam. Una mail non rintracciabile può tornare utile quando ci si deve registrare ad un servizio online tanto per provarlo oppure se si deve inviare una mail a qualche azienda commerciale per rispondere a qualche offerta o per lasciare commenti negativi.
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C’è una rete poco conosciuta, che si nasconde dietro i milioni di siti indicizzati che ogni giorno visitiamo. Si chiama deep web, o dark web, o ancora web invisibile, nemmeno il nome e poi tanto chiaro. Si tratta di un network che secondo stime effettuate nel 2001, sarebbe 550 volte più grande della comune rete Internet, l’unica realtà virtuale per miliardi di persone. Sotto la punta dell’iceberg – Il 96% della rete secondo in molti e la metafora appare particolarmente calzante, in quanto un’enorme spazio sommerso si trova proprio sotto i più comuni canali del web. Accedervi non è facile, bisogna avere dei software specifici, come Tor e conoscere esattamente l’indirizzo dei siti che si vuole visitare. Infatti nel deep web non esistono motori di ricerca che indicizzino le pagine, si tratta di un mondo nascosto, in cui si può trovare veramente di tutto.
Quest'anno Babbo Natale ha intenzione di rifornirsi online per i regali. Ma anche lui deve fare i conti con le frodi che dilagano sul web.Per aiutarlo McAfee, azienda specializzata in sicurezza informatica, ha diffuso l'elenco delle 12 più frequenti «truffe informatiche di Natale». ATTENTI ALLE AMICIZIE. La prima viaggia sui social network come Facebook e Twitter. «Bisogna fare attenzione quando si fa clic su 'mi piace' per partecipare a concorsi, accettare annunci e offerte speciali anche se arrivano dai propri amici», hanno spiegato gli esperti «perché anche gli account dei nostri amici potrebbero essere stati compromessi e inviare messaggi di truffa alla propria rubrica».Inoltre, dietro alle pubblicità che compaiono sui social potrebbero esserci falsi link «dannosi». APP PERICOLOSE. Un altro pericolo viene dalle 'app', i programmi installabili sui cellulari. «È aumentata la probabilità di scaricare un'applicazione dannosa progettata per rubare le informazioni personali o anche inviare messaggi di testo a nostra insaputa».
A mezzanotte del 2 novembre scorso, una nuova, inquietante falla ha colpito Facebook. Il social network è stato infatti irraggiungibile per più di un'ora. La BBC ha ha diffuso la notizia di un bug in grado di far bypassare l'inserimento della password a eventuali malintenzionati, ottenendo così la possibilità di entrare comodamente in un account altrui.
Uno dei peggiori incubi di chiunque frequenti Facebook è venir derubato del proprio account e di tutti i dati personali. Ecco qualche consiglio per evitare di farti rubare il profilo e qualche "dritta" per rendere più sicuro il tuo accesso a Facebook.L’incubo - Una delle maggiori preoccupazioni per le centinaia di milioni di iscritti a Facebook è quello di scoprire che qualcuno ha entrato nel proprio account.
La rete è un posto colmo di insidie, soprattutto per i dati e le informazioni riguardanti gli internauti. Gli utenti ora possono scoprire chi li spia mentre passano da un sito all’altro e quanto guadagnano i servizi che tracciano le attività altrui sul web. Tutto questo grazie all’applicazione Privacyfix.
La scorsa settimana l’Unione Europea ha dato il via a Cyber Europe 2012, la simulazione di un attacco informatico di massa che ha coinvolto, per la prima volta, istituzioni civili quali banche e internet company in 25 Paesi. Dopo l’esperienza di Cyber 2010, si tratta, ormai, di una tradizione, e come è giusto che sia, ogni edizione è quella dei record: sono stati reclutati più di 300 esperti di sicurezza informatica dei settori privato e pubblico, chiamati a contrastare più di 1.000 scenari di pericolo. Nel complesso, la più grande simulazione di questo tipo mai realizzata sul vecchio continente. L’Italia non ha fatto,mancare il suo apporto, affidato al Dipartimento per le Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico, che, si legge sul sito del Ministero, ha “contribuito alla pianificazione dell’esercitazione in qualità di planner nazionale” e “sta svolgendo il ruolo di moderatore” per il nostro Paese.
Facebook e privacy rappresentano, spesso, un paradigma assai complicato da equilibrare specialmente per gli utenti meno esperti che s’iscrivono al popolare social network fondato da Mark Zuckerberg, nel 2004, e che conta attualmente 23 milioni d’utenti in Italia, la maggior parte dei quali di sesso maschile e di età compresa tra i 25 e i 34 anni. Per risolvere i più comuni problemi di sicurezza, la seguitissima pagina fan della polizia postale - www.facebook.com/fans.poliziapostale?ref=ts - (che non è gestita dalla polizia postale ma da semplici sostenitori) ha stilato un vademecum con 11 consigli che vi proponiamo.







