Secretbook nasconde messaggi nelle immagini di Facebook
Scritto da Spiare.com • Martedì, 23 aprile 2013 • Commenti 0 • Categoria: Sistemi Crypto
Da qualche giorno, si parla insistentemente di Secretbook, un plugin di Google Chrome, che permette agli utenti di Facebook di nascondere messaggi nelle immagini caricate sul social network. Nonostante l’idea sia stata apprezzata da tutti, gli esperti del settore mettono in guardia gli internauti da potenziali pericoli per la sicurezza.
L’applicazione Secretbook è stata ideata e sviluppata da uno studente ventunenne dell’Università di Oxford, Campbell Moore. Si tratta di una novità, in quanto nessuno prima di lui aveva mai pensato di applicare la steganografia (cioè la tecnica che si prefigge di nascondere la comunicazione tra due interlocutori) su Internet, dove è facile nascondersi o cambiare identità, a meno che non ci si trovi su un social network.
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Una WikiLeaks decentralizzata, peer-to-peer e perfettamente anonima. In cui tutte le comunicazioni sono criptate. In cui non esiste un comitato redazionale che decide cosa pubblicare e cosa cestinare. Ma anche un social network che sembra la nemesi perfetta di Facebook: niente nomi e facce reali, solo identità anonime, che però creano reti, amicizie, si scambiano file, messaggi, chat. Contenuti che nessun governo dovrebbe riuscire a conoscere, men che meno le società di advertising. Grafi sociali impermeabili da sguardi indiscreti. Tutto questo è, o meglio, vorrebbe essere Tyler, un progetto estremamente ambizioso di leaking, cioè una piattaforma che agevoli la diffusione di informazioni riservate e scottanti, proprio come WikiLeaks, ribaltandone però completamente il funzionamento. Diciamo subito che non è facile, sia chiaro. Un po’ per ironia, un po’ per scaramanzia, Tyler – su cui lavora un gruppo di programmatori vicini ad Anonymous - è stata lanciata ufficialmente tra il 21 e il 22 dicembre, in coincidenza con la profezia taroccata dei Maya, dopo mesi di annunci che non hanno aiutato a fare chiarezza né sulla tempistica né sulla sua natura.
Skype, l'applicazione di messaggistica e non solo, è stato in passato molto criticato a causa del suo funzionamento e della sua privacy dalle autorità di polizia poichè non si potevano intercettare le conversazioni criptate. Dei ricercatori universitari di Varsavia, hanno ora sviluppato una tecnica che permette di inviare messaggi criptati durante una chiamata analizzando il traffico dati, è stato trovato il modo di sfruttare i silenzi tra una parola e l'altra.
OpenPuff è uno strumento professionale di steganografia. La steganografia è una tecnica che si prefigge di nascondere la comunicazione tra due interlocutori. Spesso confusa con la crittografia, anche se in realtà esiste una differenza ben precisa tra i due concetti: lo scopo della crittografia è quello di nascondere il contenuto di un file o di un messaggio, mentre la steganografia si prefigge di nasconderne l’esistenza.
Certo, c'è anche un po' di paranoia al giorno d’oggi, sembra d'essere spiati ovunque anche quando non è vero, ma se avete necessità d'inviare un messaggio con una certa sicurezza anti-intercettazione potrebbe tornarvi utile il servizio gratuito online
Sei appena stato invitato a una festa? Lei lo sa. I tuoi amici ti hanno segnalato una lista di video divertenti da guardare? Lei li ha già visti tutti. Qualsiasi cosa passi per la tua casella di posta elettronica cade nelle grinfie della tua amata sorellina impicciona, e la situazione si ripete puntuale anche a casa dei tuoi amici.
Come farsi beccare dai carabinieri nel tentativo (maldestro) di non farsi intercettare. Istruzioni per l’uso. Prendete la cosiddetta «nuova P2» e leggete una delle tante conversazioni dove si parla - proprio sul telefonino che si sospetta essere sotto controllo - di escamotage per eludere eventuali controlli anche attraverso l’uso di nuovi cellulari o di carte sim intestate a parenti e amici. Anziché fregare gli inquirenti, però, i furbetti del telefonino alla fine si fregano con le loro mani.
Lo scandalo delle
Alcune delle più blasonate case vinicole siciliane se lo contendevano. Il broker Roberto Settineri, arrestato nel blitz di polizia ed Fbi, prometteva a tutti il sogno americano. Ma lavorava a tempo pieno solo per Cosa nostra spa.







