SPIA DIEDE A MOSCA SEGRETI BOMBA IDROGENO

Scritto da Spiare.com • Mercoledì, 31 dicembre 2008 • Commenti 0 • Categoria: Storia dello Spionaggio
E' stata una spia, finora non identificata, piazzata da Mosca nel laboratorio di ricerche nucleari di Los Alamos (New Mexico) a fornire al Cremlino i segreti del devastante ordigno all'idrogeno fatto esplodere dall'Unione Sovietica per la prima volta nel 1955. E' questa la tesi di un libro, intitolato 'The Nuclear Express: A Political History of the Bomb and its Proliferation', che sta per uscire negli Stati Uniti e che appare destinato a riaccendere il vecchio dibattito sulla paternità della prima bomba all'idrogeno sovietica.

Il libro, scritto da Danny Stillman (che è stato per dieci anni direttore dell'intelligence a Los Alamos) e da Thomas Reed (un ex-ricercatore atomico del laboratorio di Livermore, in California), sostiene che Mosca ricevette da Los Alamos segreti ben più importanti di quelli forniti da Klaus Fuchs, una spia sovietica che lavorò a Los Alamos fino al 1946 al famoso Progetto Manhattan e che venne arrestato nel 1950. Le informazioni fornite dalla seconda 'talpa', secondo gli autori del libro, furono più importanti per Mosca. La spia era uno scienziato nato negli Stati Uniti, cresciuto poi in un paese straniero (diventando un simpatizzante del comunismo durante gli anni della Depressione), attivo a Los Alamos durante la seconda guerra mondiale e "profondamente coinvolto" nelle ricerche americane per lo sviluppo della bomba all'idrogeno.


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Breve storia dei servizi segreti della Germania orientale

Scritto da Spiare.com • Venerdì, 12 dicembre 2008 • Commenti 0 • Categoria: Storia dello Spionaggio

Anno del Signore 1950. La Germania, a seguito della seconda guerra mondiale, è ormai divisa due parti e la Porta di Brandeburgo segna fisicamente ma soprattutto idealmente la divisione tra l’est della Germania, controllato dall’URSS, e l’ovest, controllato dagli USA.

Da una parte e dall’altra già ci si preparava alla Guerra Fredda e i servizi segreti non perdevano certo tempo per infiltrare i propri agenti e costituire reti di informatori sempre più grandi ed efficienti. Fu così che l’8 febbraio venne fondato, nella Germania Est, il “Ministero per la sicurezza dello Stato” che si affretterà a creare la “Polizia di Sicurezza dello Stato (SSD), tristemente nota col nome di “Stasi”. Il nuovo servizio affondava le sue radici nella polizia di sicurezza della Germania orientale: il Kommisariat 5 (noto come K-5), fondato nel 1947. Il primo capo della Stasi fu Wilhelm Zaisser, già capo del K-5, agente tedesco veterano del GRU (“Glavnoe Razvedyvatelnoe Upravlenie: servizio informazioni militari sovietico), noto anche come Generale Gomez perchè comandante della XIII Brigata Internazionale durante la guerra civile spagnola.

Zaisser modellò la Stasi secondo gli schemi della Gestapo nazista e del KGB sovietico creando un servizio segreto unico al mondo: infatti esso agiva sia come polizia segreta che come servizio di informazioni all’estero. Proprio per perseguire l’obiettivo estero il ministero creò, nei primi anni ’50, il “Dipartimento superiore XV” (ribattezzato nel 1958 col nome di “Dipartimento Superiore di Ricognizione”, noto con la sigla HVA): esso fu diretto, fino al 1987, da Markus Johannes Wolf (nome in codice: “Misha”) che si impose nella storia dei servizi segreti sovietici come uno dei capi più capaci e con la maggiore anzianità di servizio. Non stupisce quindi il fatto che appena dopo pochi anni dalla sua fondazione l’HVA contasse oltre duemila infiltrati nella Germania Ovest.

Tra le operazioni più spettacolari, ma mai confermate da fonte ufficiale, spiccano numerose quelle in cui agenti della Stasi avrebbero portato in Germania Orientale numerosi oppositori del neoregime di Pinochet. L’HVA riuscì addirittura ad infiltrare un agente, Gunther Guillaume, nel partito socialista tedesco della Germania Ovest (SPD), capeggiato da Willy Brandt che divenne cancelliere nel 1969.


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Spionaggio & Controspionaggio

Scritto da Spiare.com • Sabato, 29 novembre 2008 • Commenti 0 • Categoria: Storia dello Spionaggio
Lo Spionaggio è la pratica di ottenere segreti da rivali, concorrenti o nemici per guadagnare vantaggi militari, politici o economici. La definizione è stata ristretta allo spionaggio di stato nei riguardi di nemici, anche potenziali, principalmente per scopi militari, ma è anche stata estesa allo spionaggio tra imprese, conosciuto come "spionaggio industriale".
Molte nazioni spiano costantemente i propri nemici ed i propri alleati, anche se mantengono una politica di non far commenti al riguardo.


Lo spionaggio, accademicamente, si divide in due branche, lo spionaggio militare e lo spionaggio civile.
All'interno dello spionaggio civile assumono capitale importanza altre due sottobranche di spionaggio, lo spionaggio economico – finanziario e lo spionaggio industriale - commerciale.
In questo campo non si fanno grandi distinzioni tra nemici, amici, competitori, concorrenti ed alleati.


Lo Spionaggio militare è la forma più antica di spionaggio, essendo stato praticato fin dall'epoca dei Sumeri, a partire dal 4.000 a.C. Esso ha lo scopo duplice di far conoscere in anticipo le intenzione di nemici ed avversari, in senso difensivo, e di identificare tutti i nodi vitali del nemico (installazioni militari, industrie manufatturiere, depositi, etc.) nella pianificazione offensiva d'un attacco. Com'ebbe a dichiarare Napoleone Bonaparte (1769 - 1821): "Chi colpisce per primo, colpisce due volte !". Nel corso della storia, molte battaglie, innumerevoli conflitti ed intere decisioni politiche e militari sono dipese dallo spionaggio militare.

Solo per citare due esempi, nel corso della Seconda guerra mondiale, le seguenti battaglie ebbero un peso decisivo nella sconfitta dell'Asse ed entrambe furono propiziate per via spionistica. Tutto questo, per non tralasciare l'importanza capitale della decrittazione della macchina cifrante tedesca "Enigma", dai nazisti ritenuta inviolabile.


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Regole dello Spionaggio Internazionale

Scritto da Spiare.com • Sabato, 29 novembre 2008 • Commenti 0 • Categoria: Storia dello Spionaggio
La Convenzione dell'Aia definisce le condizioni che devono verificarsi perché un dato individuo possa essere riconosciuto come spia e stabilisce che esso, anche se colto in flagrante, non può essere condannato senza regolare processo.


La gran parte dello spionaggio tra Stati condotto sul campo è affidato a funzionari distaccati in un'ambasciata e nominalmente inseriti nell'organigramma dell'ambasciata stessa nei ruoli più diversi. In questo modo essi possono beneficiare dello status diplomatico se, nel corso dello svolgimento di attività illegali, dovessero essere colti in flagrante.


Di questi, alcuni sono agenti dichiarati, cioè non fanno nulla per nascondere il loro vero compito.
Gli agenti del contro-spionaggio avversari lo sanno bene e lo accettano sebbene tutti fingano di ignorarlo fino a che non si commette un passo falso. In ogni caso qualcuno degli agenti operanti in territorio ostile cercherà di celare la sua reale identità fingendo di occuparsi di altro (rappresentante del commercio, della cultura, addetto stampa,...), in questo modo, finché non sono individuati, possono avere maggiore libertà di movimento per contattare informatori o altro rinunciando, però, alla protezione offerta dal passaporto diplomatico.


Una spia che agisce al di fuori della copertura diplomatica non può però fruire della protezione della Convenzione di Ginevra. Se un diplomatico è scoperto a commettere un reato, infatti, è dichiarato persona non grata dallo Stato ospitante ed espulso. Seguendo regole non scritte, ma accettate da tutti, il suo paese ne protesterà l'innocenza nonostante tutto e per ritorsione espellerà a sua volta un diplomatico della parte avversa residente nel suo territorio per salvaguardare la sua immagine e la questione terminerà prima di scalare ad un livello più alto.


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