Il Gran ballo delle spie per i cent'anni degli 007

Scritto da Spiare.com • Lunedì, 1 giugno 2009 • Commenti 0 • Categoria: Storia dello Spionaggio

Per una volta, somiglieranno davvero a James Bond: smoking, Martini, una banda che suona sullo sfondo, donne che volteggiano sulla pista.

Un mondo così, gli 007 della realtà, lo vedono di rado, a differenza della loro versione cinematografica: ma quest'anno, per celebrare il centenario della loro organizzazione, hanno organizzato un party in abito da sera.

Dove e quando si terrà, è un segreto: non per nulla, trattandosi del "ballo dello spie", come lo ha soprannominato la stampa inglese.

E non tutti, per la verità, sono d'accordo sull'iniziativa: "E' il servizio segreto, accidenti", brontola un veterano del settore, lasciando capire che certi riti dovrebbero essere lasciati ai Vip della moda, dell'arte o del football.

Ma la notizia fornisce ai media lo spunto per riflettere su come è cambiato il servizio segreto di Sua Maestà.


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La Merkel e la gioventù nella Ddr «La Stasi voleva arruolarmi»

Scritto da Spiare.com • Martedì, 26 maggio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Storia dello Spionaggio

Si bevve una birra, la giova­ne Angela Merkel, quando crollò il Muro di Berlino: una lattina in un appartamento di sconosciuti, quella notte del 9 novembre 1989, quando le case degli occidentali si aprirono ai connazionali ritrovati dell’Est.

Niente ostriche all’Hotel Kempinski, a Ovest, come si era più volte ripromessa in una gag frequente con sua madre. Birra do­po una sauna con un’amica, ha raccontato ieri sera in televisione.

La cancelliera ha iniziato la sua «campa­gna del calore», per sembrare meno distac­cata e fredda, prologo alla campagna eletto­rale d’autunno. E alla tv pubblica Ard ha parlato di uno dei temi ancora oggi delicati nella Berlino politica: della Germania del­­l’Est, del passato di chi come lei viveva nel socialismo reale, dei rapporti con la Stasi, l’apparato poliziesco potentissimo che ten­tò di reclutarla. Questioni che sollevano emozioni forti.


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CASO MORO: SECHI, CRAXI CONSIDERAVA PECCHIOLI SPIA KGB

Scritto da Spiare.com • Lunedì, 11 maggio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Storia dello Spionaggio

Nell'inverno 1993 Craxi chiese a Spadolini e a Napolitano, allora presidenti del Senato e della Camera, di far dimettere da presidente del Comitato parlamentare di controllo dei nostri servizi di informazione e di sicurezza civile e militare, Pecchioli: lo riteneva una sorta di agente sovietico, cioe' una spia al servizio del Kgb.

Aveva torto? Una risposta a questa dichiarazione del leader socialista dovrebbe venire da Giorgio Napolitano e da Giuliano Amato che hanno occupato il vertice degli apparati di prevenzione, intelligence e repressione come ministri dell'Interno.

Lo scrive Salvatore Sechi, ordinario di Storia Contemporanea all'Universita' di Ferrara, in 'Le vene aperte del delitto Moro' per la collana 'Radici del Presente' nel 31esimo anniversario della morte per mano delle Br dell'ex-Presidente della Dc, pubblicando due lettere di Craxi a Spadolini e Napolitano.


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Napoleone, l'imperatore delle spie

Scritto da Spiare.com • Domenica, 22 marzo 2009 • Commenti 0 • Categoria: Storia dello Spionaggio
Napoleone portò allo spionaggio quel che v'era di matematico, di tecnico, di scientifico nella sua personalità e nella sua preparazione militare.
Fu, come abbiamo appena accennato, il primo condottiero che innalzò il Servizio Segreto al rango di Arma. Gli ufficiali e i soldati che operavano nelle file dello spionaggio militare napoleonico non erano spie, ma solo ufficiali e soldati cui erano stati affidati una missione particolare, un compito delicato, un lavoro pericoloso.
Le qualità, che per prime hanno creato intorno a Napoleone una fama destinata a tramutarsi ben presto in leggenda, sono certamente la sua rapidità di manovra, la sua costante intuizione precisa del punto da attaccare e la scelta perfetta del momento più adatto per l'attacco.
Qualità che, analizzate in base alle nozioni specifiche acquisite sull'uomo Napoleone, portano a una sola conclusione: o Napoleone aveva un dono divino di preveggenza, oppure vi era qualcuno che vedeva per lui di là delle linee nemiche.
In effetti era così, ed è l'indagine utile per giungere a questa conclusione che ci rivela la più alta virtù militare di Napoleone: il suo aver compreso che la conoscenza a priori del dispositivo avversario, del comandante nemico, del suo morale e dei suoi armamenti equivale ad aver già vinto a metà la futura battaglia. In altri termini il grande Corso sapeva sfruttare alla perfezione il Servizio Segreto che con attenta cura era riuscito a creare, articolandolo secondo i suoi desideri.


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Segreto di Stato, sicurezza e giustizia

Scritto da Spiare.com • Venerdì, 13 marzo 2009 • Commenti 0 • Categoria: Storia dello Spionaggio
E’ successo quel che scrivemmo all’epoca dei fatti: la Corte Costituzionale ha confermato che in un Paese appena appena normale la magistratura non può farsi beffe del segreto di Stato ed inquisire, rendendone oltre tutto nota l’identità, una comitiva di agenti segreti, italiani e statunitensi, nel mentre quelli agiscono e fanno il loro mestiere. Abu Omar, che si considerava imam di Milano, era ritenuto un personaggio pericoloso, uno dei terminali del terrorismo.

C’era un interesse degli americani ad impedirgli di agire ed uno di noi italiani a non aprire, con il suo arresto, una questione che sarebbe potuta costare la sicurezza di cittadini che prendono la metropolitana. Quindi due Stati sovrani, nei quali vigono le regole del diritto, ma non per questo della stupidità, decisero di prelevarlo senza il suo consenso e spedirlo altrove. Si può discutere all’infinito sull’opportunità dell’azione, sulla precisione del bersaglio e sulla destinazione del volo che ce lo portò via (grazie al cielo), ma parlare di rapimento era e resta una scempiaggine allo stato puro.

La procura di Milano la pensò diversamente, aprì un’indagine e non solo perquisì i servizi segreti, ma dispose l’intercettazione telefonica degli agenti. Il materiale raccolto era considerato segreto di Stato da due governi, quello presieduto da Prodi e quello che gli è successo, l’attuale Berlusconi. Tirarono dritto. Ma non basta, perché l’allora capo dei servizi, il generale Pollari, pose un problema che qui ritenemmo assai ben fondato e formulato: mi accusano di un reato grave, che faccio, mi difendo venendo meno alla mia lealtà verso lo Stato, quindi violando il segreto, rispondendo e raccontando come stanno le cose, o me ne sto zitto, e questi mi condannano?


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GB: FOTOGRAFA DI VOGUE SOSPETTATA DI ESSERE UNA SPIA RUSSA

Scritto da Spiare.com • Mercoledì, 4 marzo 2009 • Commenti 0 • Categoria: Storia dello Spionaggio
Spunta da ex documenti segreti declassificati dagli Archivi nazionali britannici di Kew la storia di una affascinante fotografa di moda americana, Lee Miller, sospettata dai servizi di intelligence di Londra di spiare per i russi.

Nonostante le sue simpatie comuniste, la donna divento' una famosa reporter di guerra per la rivista americana 'Vogue', arrivando perfino a farsi ritrarre nella vasca da bagno di Hitler.

Quando l'MI5 inizio' a indagare su di lei, riportano alcuni quotidiani britannici, la Miller era gia' una professionista famosa e una musa per Picasso, oltre ad essere stata la donna del pittore surrealista Man Ray.

Arrivata in Gran Bretagna nel 1939, Elisabeth Miller Eloui, questo il suo vero nome, lavorava per Vogue per 8 sterline alla settimana. Il dossier che la riguarda contiene informazioni sulla Miller fino agli anni Cinquanta.

Nel frattempo la fotografa si era sposata con Roland Penrose, aveva avuto un figlio, e si era stabilita a Chiddingly, nel Sussex, dove e' morta nel 1977.


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Le fotocamere spia del KGB durante la guerra fredda

Scritto da Spiare.com • Domenica, 1 marzo 2009 • Commenti 0 • Categoria: Storia dello Spionaggio

Le fotocamere sono state per anni una delle armi delle spie di ogni nazione del mondo.

Vladislav Kern ha pubblicato una collezione di micro fotocamere camuffate all’interno di altri oggetti ed utilizzate dal KGB durante la guerra fredda.

Queste macchine fotografiche sono dei piccoli capolavori come gli strumenti in cui sono nascoste.

Una fotocamera, per esempio, è stata nascosta all’interno di una cinepresa che continuava a fare i rumori ed avere esternamente tutti le caratteristiche di quelle reali.

Ma non finisce qui, perché ce ne sono molte altre, compresa la classica nascosta all’interno del pacchetto di sigarette.


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Gabriel Ionescu: hacker romeno dal carcere all'intelligence

Scritto da Spiare.com • Giovedì, 26 febbraio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Storia dello Spionaggio
Gabriel Bogdan Ionescu, romeno di 22 anni, potrebbe passare dal carcere ai servizi segreti di spionaggio informatico delle Forze dell'ordine. Hacker di professione - almeno fino a quando non è stato arrestato, circa 10 mesi fa - aveva contribuito, con il suo ingegno, a una truffa portata avanti da una banda di pirati informatici dell'Est, ai danni di alcuni correntisti di Poste Italiane che si erano visti improvvisamente privati dei loro risparmi.
Profondo conoscitore dei meccanismi del phishing, Gabriel è oggi studente del primo anno di Ingegneria presso il Politecnico di Milano. Non uno studente qualsiasi, ma bensì un ragazzo modello, in grado di sostenere due esami nello stesso giorno, Analisi Matematica I e Fondamenti di Informatica, con votazione rispettiva di 30 e 30 e lode.
Il tutto, con grande stupore dei docenti che lo hanno definito fra i primissimi allievi incontrati durante la loro carriera universitaria.

Un fenomeno del genere, benché detenuto, non poteva passare inosservato alle società che si occupano di combattere i cyber-criminali e che lavorano fianco a fianco con le forze di Polizia.
Fra queste, la Waylog di Como, azienda che si occupa di intercettazioni informatiche e telefoniche per conto della Procura della Repubblica del comune lariano, potrebbe rappresentare per il giovane un'occasione molto allettante per mettere a disposizione della Giustizia le sue insolite competenze informatiche. La società avrebbe inoltre proposto un contratto part-time, per dar modo all'uomo di scontare la sua pena.       


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Lo scienziato che spiava E.T.

Scritto da Spiare.com • Lunedì, 5 gennaio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Storia dello Spionaggio
Addio al fisico Giuseppe Cocconi. Era il padre del "programma Seti"

Su quale frequenza radio trasmetterebbe una civiltà extraterrestre per rivelarci la sua esistenza? A porsi questa domanda fu Giuseppe Cocconi, leggendario fisico italiano che lavorò quasi sempre all'estero. Cocconi è morto di recente a Ginevra a 94 anni, notizia ignorata dai media. Ma vale la pena di ricordarlo. La sua fama di è legata a un articolo che pubblicò su «Nature» il 19 settembre 1959 insieme con il collega americano Philip Morrison, scomparso nel 2005. Il titolo era «Searching for interstellar communications». La ricerca di alieni intelligenti e il mito cinematografico di E.T. nascono da quelle due pagine scritte mezzo secolo fa.

La radioastronomia era agli inizi. Jansky nel 1931 con una strana antenna a forma di giostra aveva scoperto che segnali radio arrivano dal centro della Via Lattea. Reber nel 1937 aveva individuato altre emittenti cosmiche. Ma la Seconda guerra mondiale, con il segreto militare imposto dallo sviluppo del radar, aveva interrotto le ricerche. Quando Cocconi e Morrison avanzarono l’idea di «ascoltare» il cielo nella speranza di identificare segnali artificiali, era da poco entrato in funzione il radiotelescopio di Jodrell Bank, nel Regno Unito, una parabola larga 76 metri. Con strumenti così potenti diventava realistica la speranza di captare, oltre al «rumore» emesso da stelle e nebulose, anche segnali intelligenti. Ma su quali onde sintonizzarsi? Cocconi e Morrison ne discussero alla Cornell University di New York e decisero che la lunghezza d’onda più logica, non solo per noi umani ma anche per una eventuale civiltà extraterrestre, è quella su cui emette l’elemento più semplice e abbondante dell’Universo, l’idrogeno: 21 centimetri, pari a 1420 megahertz. Proposero quindi di esplorare questa frequenza.

Il primo radiotelescopio a caccia di E.T. fu quello da 26 metri di Green Bank, Usa. L’8 aprile 1960 l’astronomo americano Frank Drake puntò la parabola verso due stelle simili al Sole: Tau Ceti ed Epsilon Eridani. Il progetto si chiamava Ozma, con allusione al Mago di Oz. Ma il radiotelescopio captò solo un gran silenzio. Da allora le ricerche sono andate avanti, sia pure con pochi finanziamenti. Sotto l’etichetta Seti (Search for Extra Terrestrial Intelligence) si sono accumulati anni di ascolto, migliaia di stelle sono state spiate. C’è anche un progetto Seti italiano, intitolato proprio a Cocconi. Alcuni segnali in apparenza artificiali sono stati captati, ma poi si è capito che erano falsi allarmi. Forse ci vorranno secoli prima che si arrivi a un successo.


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