Privacy, standard globali per la rete

Scritto da Spiare.com • Lunedì, 9 novembre 2009 • Categoria: Privacy


In un vertice internazionale svoltosi a Madrid, i Garanti della Privacy di 83 paesi si sono accordati su un documento che raccoglie standard condivisi a tutela dei dati dei cittadini della Rete.

Artemi Rallo Lombarte, dell'authority spagnola, ha dichiarato che l'accordo è stato raggiunto anche con "l'attiva partecipazione e il supporto della società civile e dell'industria interessata". C'erano, tra gli altri, Google e Facebook.

"Gli standard - spiega il Garante italiano Francesco Pizzetti - non sono vincolanti per i Governi, ma costituiscono una forte pressione perché procedano sulla strada di una regolamentazione globale".

L'accordo rappresenta però un notevole passo avanti per la materia che per la prima volta prova a istituire una protezione dei dati a livello globale: "contiene principi generali sulla protezione dei dati - spiega Pizzetti - definiti in modo da poter essere accettati dalle Autorità di paesi che hanno una cultura diversa di protezione dei dati". Il punto di partenza è stata la direttiva europea del 1995 in materia.


Continua a leggere su Punto Informatico

www.spiare.net

-

2385 hits
Tags: ,
Technotizie oknotizie Segnalo digitta Wikio Fai Informazione Stumbleupon  Technorati  Google  Bookmark   at del.icio.us Digg  Bookmark   at YahooMyWeb Bookmark   at reddit.com Bookmark   at NewsVine Bookmark   with wists Bookmark using any bookmark manager!

0 Trackbacks

  1. Nessun Trackbacks

0 Commenti

Mostra commenti (Cronologicamente | Per argomento)
  1. "...per la prima volta prova a istituire una protezione dei dati a livello globale". Belle parole ma inutili.
    La raccolta delle informazioni personali è differente a seconda che ci si trovi in Europa o al di fuori di essa. In Italia e in molte parti d'Europa i dati raccolti legalemente sono proprietà della persona a cui appartengono e quindi NON SONO commerciabili, fatte salve alcune tipologie permesse dalla legge, per esempio le raccolte effettuate presso gli elenchi elettorali dei comuni. Ma in ogni non certo quelle sanitarie, sessuali e politiche, che sono identificate come sensibili.
    Negli USA i dati raccolti legalmente sono prorpietà di chi li raccoglie, ragione per la quale egli potrà trattarli come meglio crede, anche rivendendoli.
    Per riassumere...in Europa i dati sono della persona che li cede temporaneamente e dei quali può chiedere sia la modifica e sia la cancellazione, oltre a poter richiedere chi conosce cosa.
    Negli USa sono merce da baratto. Se io fornisco una informazione su me stesso, in qualche modo concedo anche l'uso e lo sfruttamento della stessa informazione per fini commerciali a chiunque ne venga in possesso. Per questo la vostra iscrizione sui social-network con sede e server fuori dall'Europa non è sempre tutelata dalle leggi europee in materia di privacy.
    Due note finali. la Svizzera non possiede una tutela della privacy pubblica sui dati commerciali e pare non voglia dotarsene.
    (rif. A bon entendeur - 27 Ottobre 2009 - http://www.tsr.ch/tsr/index.html?siteSect=311201&sid=11416590)
    Secondo, tutto questo discorso non vale per i dati illegalmente sottratti o commercializzati. Quelli semplicemente non esistono...
    Saluti.

Aggiungi Commento


Enclosing asterisks marks text as bold (*word*), underscore are made via _word_.
Standard emoticons like :-) and ;-) are converted to images.
E-Mail addresses will not be displayed and will only be used for E-Mail notifications.
To leave a comment you must approve it via e-mail, which will be sent to your address after submission.