Giustizia : intercettazioni e segreto cliente - avvocato , progetto di legge
Scritto da Francesco Polimeni • Lunedì, 15 dicembre 2008 • Categoria: Intercettazioni
E' stato
presentato la scorsa dettimana in modo bipartisan un progetto di legge
finalizzato a "Modifiche all'articolo 103 del codice di procedura penale
e introduzione dell'articolo 35-bis delle norme di attuazione, di coordinamento
e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo
28 luglio 1989, n. 271, in materia di garanzie di libertà del difensore".
Scopo del
pdl e' garantire che non possano essere intercettate le conversazioni
fra il detenuto e il suo difensore, avvocato o procuratore che sia.
I firmatari
appartengono a tutti gli schieramenti politici e sono gli onn. Rita Bernardini
(Radicali-PD), Bruno Cesario, Mario Cavallaro, Francesco Tempestini, Pietro
Tidei, Massimo Vannucci (PD), Lucio Barani, Roberto Cassinelli, Enrico
Costa, Sabrina De Camillis, Giancarlo Lehner, Enzo Raisi, Giorgio Stracquadiano,
Salvatore Torrisi (Pdl), Matteo Brigandì (Lega), Elio Vittorio Belcastro,
Francesco Nucara (Misto). Al senato la proposta e' stata invece presentata
dal Presidente della Commissione Giustizia, sen. Filippo Berselli (Pdl).
La presentazione
del progetto di legge e' stata preceduta dalla denuncia, da parte della
radicale Rita Bernardini, della posizione manifestata dal segretario nazionale
dell'ANM, Cascini, durante l'audizione del 10 dicembre dell'associazione
magistrati sul pdl governativo sulle intercettazioni. Secondo Bernardini,
"Per il segretario dell'ANM, Giuseppe Cascini, audito oggi in commissione
Giustizia, 'non è evitabile' che si intercettino le telefonate fra avvocati
e assistiti" e "Nessuna modifica deve essere approvata secondo Cascini
per rendere cogente l'art. 103 del c.c.p. che viene costantemente violato
nonostante che al V comma disponga che 'non è consentita l'intercettazione
relativa a conversazioni o comunicazioni dei difensori, consulenti tecnici
e loro ausiliari, né a quelle fra i medesimi e le persone da loro assistiti'."
La violazione
del segreto cliente-difensore era stata denunciata dall'Unione Camere
Penali, il cui vicepresidente, Renato Borzone, ha cosi' commentato la
vicenda: "viene da chiedersi: è questa la cultura della giurisdizione
dei pubblici ministeri cui si riferisce ANM per opporsi alle riforme della
giustizia? E'questa logica da stato etico che muove alcuni settori della
magistratura italiana? E quando si definiscono numerose garanzie del processo
come "vuoti formalismi" da parte di ANM, ci si riferisce alla necessità
di confermare questa cultura del fine che giustifica i mezzi, indifferenti
persino al più sacro principio delle democrazie, la impossibilità di ascoltare
i colloqui tra avvocati e loro assistiti?".
L'UCPI si
appella quindi alla politica per l'approvazione della proposta di riforma
dell'art 103 cpp depositata in parlamento da senatori e deputati di tutti
gli scheramenti politici, "modifica legislativa - conclude Borzone - che
impedirebbe questa illiberale violazione appartenente alla prassi quotidiana
della 'giustizia' italiana".
Fonte Osservatoriosullalegalita.org



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