L'anello "perduto" dei servizi segreti

Scritto da Spiare.com • Sabato, 15 agosto 2009 • Categoria: Letteratura Spy


Ci sono almeno 5 pretesti per leggere “L’Anello della Repubblica”. È la storia di un servizio segreto di cui per più di mezzo secolo non è emersa pubblicamente nessuna informazione. Il Noto servizio o Anello ha svolto un ruolo che non avrebbe mai potuto garantire alla luce del sole: indirizzare scandali, campagne di stampa, corruzione, sparizione di documenti, ricatti, arruolamenti di delinquenti.

E ancora: “Chi è questo Titta, che faccia ha, dove opera, che ruolo ha nel nostro paese?!”.

Pretesto numero 4: “è stato operato un tentativo forse più pericoloso che la destra reazionaria abbia tentato e portato avanti della Liberazione. (…) Questo tentativo non è finito”. A pronunciare questo discorso è Arnaldo Forlani, segretario della DC e siamo nel novembre del 1972.

Ultimo pretesto per una lettura complessa (ma è la storia che è complessa): “Subentrò nella gestione l’onorevole Andreotti che, per cristallizzare la fase di traghettamento ad un nuovo servizio scelse il nome di Anello”.

E questa è la dichiarazione di un testimone chiave dell’inchiesta della Procura di Brescia. Siamo a febbraio del 1999. L’Anello della Repubblica è un libro scritto da Stefania Limiti, giornalista romana che ha scelto di “raccontare la storia di un servizio o, meglio, di un organismo, di un gruppo, il “noto servizio”, le cui tracce sono state scoperte abbastanza casualmente nel maggio del 1998”.


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