Guida all'individuazione delle microspie
Scritto da Spiare.com • Giovedì, 11 dicembre 2008 • Categoria: Rilevatori microspie
Le soluzioni e le tecniche per monitorare un ambiente possono essere
davvero molteplici. Di seguito riepiloghiamo in sintesi le più diffuse
e note:
1) MICROSPIE A RADIOFREQUENZA.
Tecnica relativamente antica, ma
ancora oggi più utilizzata in assoluto. Si hanno notizie delle prime
rudimentali “microspie” già poco prima della seconda guerra mondiale. A
quei tempi erano scatole di legno per nulla miniaturizzate, ma sembra
che fossero già molto efficaci. I segnali acustici presenti sulla linea
telefonica o nell’ambiente modulano la portante radio: viene così
trasmesso nell’etere ogni suono, voce e rumore a distanze solitamente
non elevate. Le microspie telefoniche non necessitano quasi mai di pila
o di alimentatore in quanto prelevano corrente dalla linea telefonica.
Le microspie sono caratterizzate da facilità e rapidità di impiego,
lunga durata della trasmissione anche quando alimentate a pile e costi
operativi molto contenuti o nulli. Stanti le dimensioni ridotte possono
essere collocate praticamente ovunque, anche all’interno di telefoni
cellulari, cornette, cordless, indumenti, oggetti personali, ecc.
Necessitano di una postazione ricevente nelle vicinanze (“listening
post”) solitamente rappresentata da un radioricevitore talvolta
connesso ad un registratore. In altri casi, più sofisticati, nelle
vicinanze può essere collocato un ripetitore su linea telefonica fissa,
GSM o via radio, comunque sistemi frapposti fra la microspia e la
postazione ricevente finale atti ad estendere il raggio di azione.
2) MICROFONI “INFINITY” SU RETE DI TELEFONIA FISSA O MOBILE.
Apparati
che sfruttano le reti GSM o di telefonia fissa per trasmettere i
segnali acustici captati nell’ambiente oppure i segnali acustici
presenti su una determinata linea telefonica alla quale vengono
connessi (“slave wiretaps”). Se alimentati a batteria solitamente
presentano ridotte autonomie operative in trasmissione, raramente
superiori a 3-4 ore. Tuttavia possono essere connessi alla rete
elettrica 220V. tramite appositi alimentatori annullando la limitazione
di cui sopra. Offrono il grande vantaggio di consentire ascolto e/o
registrazione a qualsiasi distanza. Va segnalato anche il limite dei
costi operativi delle microspie “infinity”, pari a quelli di una comune
telefonata. Hanno aspetti molto diversi, da quello di un comune GSM
apparentemente spento ad apparati o circuiti di varie forme e
dimensioni. Hanno ormai completamente soppiantato le microspie a
radiofrequenza per l’impiego all’interno di veicoli, mentre per
l’impiego in uffici o unità abitative sono ancora relativamente poco
diffusi a vantaggio di registratori e microspie a radiofrequenza.
3) MODIFICHE INTERNE AL TELEFONINO GSM O UMTS.
Soluzioni per il
controllo ambientale e telefonico interne al telefonino stesso. Possono
essere sostanzialmente di due tipologie: modifica hardware interna
(ottenuta mediante aggiunta di cablaggi e microcontrollori per fornire
ulteriori funzionalità spia al telefonino) oppure virus “snoopware” che
vengono installati a livello di sistemi operativi tipo Symbian o
Windows Mobile del telefonino. Consentono di ascoltare tutto quanto
avviene nei dintorni del telefonino e consentono talvolta di ascoltare
anche le telefonate (sebbene con il lacunoso principio tecnico della
“chiamata in conferenza”). Offrono infine la possibilità di ottenere
copia degli SMS inviati e ricevuti, numeri chiamati, ecc.
4) MICROFONI FILARI.
Soluzioni basilari e non recenti, ma
sicuramente efficaci e molto affidabili proprio per la loro semplicità.
Nulla viene trasmesso via radio o su reti telefoniche, bensi
semplicemente via cavo. Il punto di ascolto quindi è quasi sempre
all’interno dello stesso edificio e necessita una fase preliminare di
installazione. Non sono rari i casi di microfoni che vengono
letteralmente murati già in fase di costruzione di un’edificio, quindi
permangono fissi all’interno delle pareti pronti ad essere sfruttati
anche dopo anni. Murare microfoni negli edifici destinati ad ambasciata
o consolato sembra che fosse una “abitudine” ad es. del KGB. Una
particolare tipologia di microfoni sono quelli detti “ad onde
convogliate”, in grado di trasmettere l’audio captato tramite i cavi in
alta tensione del normale impianto elettrico dell’edificio. Spesso il
punto di ascolto dei microfoni filari si trova dentro l’edificio, ma
essendo possibili cavi fino a 50-100 metri può anche trovarsi
esternamente. Va segnalato infine che qualsiasi ambiente dotato di
impianto di diffusione sonora non costantemente attivo può avere anche
un microfono sempre
pronto all’impiego, perchè la maggior parte
degli altoparlanti a membrana possono essere sfruttati anche come
rudimentali microfoni.
5) MICROFONI DA MURO.
Soluzioni di nicchia, in quanto le loro
prestazioni sono molto influenzate dallo spessore e tipologia del muro
a cui vanno applicati e dalle condizioni operative spesso radicalmente
diverse da caso a caso. In pratica sono microfoni dotati di uno
speciale captatore fonico (“pick-up”) che, posto a contatto fisico con
un muro, è in grado di rilevare i deboli segnali acustici presenti
nell’altra stanza che condivide tale parete. Il principio di
funzionamento è vagamente assimilabile a quello dello stetoscopio
medico, ma basato sull’elettronica.
6) MICROFONI DIREZIONALI.
Come i microfoni da muro, anche i
microfoni direzionali sono soluzioni di nicchia, in quanto le loro
prestazioni sono molto influenzate dalle condizioni ambientali e
operative spesso radicalmente diverse da caso a caso. In pratica sono
microfoni dotati di elementi fonici perimetrali atti a aumentare la
capacità di rilevare suoni solo in una determinata direzione. Questo
non significa che i suoni provenienti da diverse direzioni vengono
annullati, bensì vengono semplicemente attenuati. In condizioni di
elevata rumorosità ambientale sono spesso inutilizzabili o limitati da
una utilità su distanze molto contenute, mentre se la rumorosità
ambientale di fondo è molto bassa possono presentare prestazioni
sorprendenti. Si dividono essenzialmente in due tipologie: “shotgun”
(canna di fucile) e parabolari (dotati di parabola fonoriflettente).
Naturalmente i microfoni tipo “shotgun” sono meno direzionali rispetto
ai microfoni parabolari, tuttavia presentano dimensioni contenute e
sono molto pratici. Invece un microfono parabolare può presentare
parabole anche di 40-50 cm. di diametro, quindi ingombranti e
facilmente visibili soprattutto in ore diurne.
7) MICROFONI LASER.
Soluzioni poco pratiche e costose, tuttavia
spesso efficaci. In pratica un raggio laser viene puntato contro una
finestra. Le minime vibrazioni del vetro generate dai suoni presenti
all’interno dell’ambiente “modulano” il raggio modificandone la
lunghezza nell’ordine dei millesimi o milionesimi di millimetro. Anche
se la modificazione di tale asse è così piccola, questa viene rilevata,
calcolata e “demodulata” specularmente in tempo reale traducendola in
suono. Il principio di base è vagamente assimilabile a quello dei
misuratori laser, cioè quegli strumenti in uso nell’edilizia e da parte
delle agenzie immobiliari per misurare la distanza da parete a parete
(i microfoni laser sono molto più sofisticati e specifici, ma l’esempio
può fornire un’idea di cosa si tratta). Talune versioni altamente
professionali possono funzionare fino a 300-500 metri di distanza, ma
mediamente non si superano i 50-100 metri. Per evidenti motivi i
microfoni laser vanno correttamente posizionati e sono molto
influenzabili da fattori meteo.
8 ) REGISTRATORI.
Piccoli strumenti ben noti che non trasmettono
alcunchè bensì registrano su supporti magnetici o digitali i suoni
captati in un ambiente o su una linea telefonica. Il loro principale
limite è dato dal fatto che possono fornire utilità solo a posteriori,
se e quando possono essere fisicamente recuperati. Non danno quindi
utilità pratica in tempo
reale.
9) INTERCETTAZIONI INFORMATICHE E TELEMATICHE.
Numerosa famiglia
di software, sistemi e strategie di controllo del canale informatico e
telematico. Spaziano dai “keylogger” (sistemi hardware o software in
grado di memorizzare ogni tasto premuto su una tastiera) ai software
“sniffer” preposti a catturare e decodificare i pacchetti di dati
trasmessi su reti LAN o Internet. Vi sono inoltre sistemi atti a
intercettare i FAX. Si stanno diffondendo infine strumenti e soluzioni
wireless per intercettare tramissioni bluetooth e WiFi.
10) CONTROLLI SATELLITARI.
Sistemi basati sulla ricezione
satellitare GPS ed essenzialmente divisi in due gruppi: logger
satellitari e localizzatori satellitari. I primi sono in pratica
registratori che registrano periodicamente i dati della posizione GPS.
Come ogni registratore non trasmettono alcunchè e forniscono utilità
solo quando possono essere fisicamente recuperati o avvicinati per
scaricare i dati registrati. Non danno quindi utilità pratica in tempo
reale. I secondi invece trasmettono le posizioni satellitari sotto
forma di stringhe di dati tramite reti di telefonia mobile GSM. I
migliori localizzatori sono dotati anche di microfono ambientale,
quindi svolgono duplice funzione.
11) SISTEMI VIDEO.
Ampia famiglia di sistemi. Ricalcano taluni
principi di base già visti per le microspie, i sistemi infinity, i
microfoni cablati, ecc. con la differenza sostanziale che oggetto della
trasmissione è essenzialmente un segnale video o audio + video, quindi
immagini provenienti dall’ambiente sotto controllo. Vanno poi
annoverate macchine fotografiche miniaturizzate, scanner ottici, visori
notturni, cannocchiali, binocoli, mini e micro videoregistratori,
videoregistratori a lunga durata su hard disk, fibre ottiche, ponti
ripetitori e trasmettitori GPRS/UMTS, specifica antennistica e
quant’altro direttamente o indirettamente connesso.
Potete visionare le apparacchiature idonee al rilevamento di apparecchiature atte all'intercettazioni alla seguente pagina web e multisistema per la bonifica










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