E Pippo entrava nei computer dei pm
Scritto da Francesco Polimeni • Sabato, 27 giugno 2009
Niente password, protezioni nulle. Per oltre un mese, alla Procura di Milano una copia dei dati contenuti nei computer della Direzione distrettuale antimafia è rimasta su una delle «cartelle» aperte e condivise della rete informatica. Chiunque poteva accedere anche con un banale nome di fantasia (tra quelli usati, Pippo) e soprattutto senza la possibilità di essere rintracciato.
Più lo si scopre e meno ci si crederebbe. Invece è vero. Per più di un mese, alla Procura di Milano, una copia dei dati dei computer della Direzione distrettuale antimafia (Dda) è rimasta su una delle «cartelle» aperte e condivise nella rete informatica giudiziaria milanese, senza protezioni e dunque visibile da uno qualunque dei 3.230 utenti complessivi. In più è emerso che, nel tempo, ben 80 utenti hanno acquisito e mantenuto le credenziali informatiche da amministratore di sistema, e quindi possono entrare in qualunque computer dei 3.230 utenti.



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