Spiava la ragazza, ma lei lo sapeva: assolto

Scritto da Spiare.com • Giovedì, 30 aprile 2009 • Categoria: Intercettazioni


La guardia di finanza di Vicenza, che scoprì la vicenda, li chiamò le «spie del telefonino». Il tutto perché i responsabili o vendevano o acquistavano un software che, inserito in un cellulare all’insaputa del possessore, ne controllava i messaggi in entrata e in uscita, oltre a effettuare intercettazioni ambientali nell’arco di una decina di metri.

Un aggeggio inventato e commercializzato da una società del Vicentino che ha finito con l’inguaiare 420 persone, tra cui 12 comaschi catapultati poi nel fascicolo affidato al pubblico ministero Mariano Fadda.

Uno di questi, un 30enne residente in un comune del Canturino, è comparso ieri mattina in aula davanti al giudice Vittorio Anghileri per difendersi dall’accusa di «installazione di apparecchiature atte a intercettare comunicazioni». Il ragazzo, difeso dall’avvocato Enzo Pacia, si è fatto interrogare sostenendo: «Quell’apparecchiatura, è vero, l’avevo installata sul cellulare della mia ragazza, ma lei ne era a conoscenza. L’avevamo deciso insieme».

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Microspie in vendita su Spiare

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