Sicurezza in rete, una missione europea

Scritto da Spiare.com • Martedì, 17 febbraio 2009 • Categoria: Internet e sicurezza


Ue e siti web in campo contro il cyber bullismo. Boom di baby navigatori: sotto gli 11 anni chatta uno su tre

Liberati del bullo con un clic. Sarà un bottone sui più frequentati siti di social network a difendere i bambini dagli abusi in rete. Da Facebook a Myspace, passando per Yahoo! e YouTube, sono 17 i siti che, in occasione del Safer Day - la giornata dedicata alla sicurezza di Internet - hanno firmato con la Commissione Ue un accordo per garantire una maggiore protezione per i minori. «Le reti sociali sono dei mezzi molto potenti. Con un clic puoi infastidire qualcuno o intimorirlo. Ed è proprio questo che vogliamo evitare che accada», ha sottolineato Martin Selmayr, portavoce della commissaria Ue alle Tlc, Viviane Reding. Per pubblicizzare l'accordo, che vuole evitare le molestie in rete, la divulgazione involontaria di informazioni personali, le sollecitazioni di adulti a scopi sessuali, la Commissione Ue farà circolare uno spot in cui una ragazzina angosciata per gli insulti di un cyberbullo ritrova la serenità sbarazzandosene, appunto, semplicemente con un clic. Oltre al bottone di segnalazione di abusi, i 17 siti web si sono impegnati a rendere ben visibili le opzioni che permettono di scegliere tra differenti gradi di protezione della vita privata determinando chi può accedere ai dati personali messi in rete. Inoltre, l'accordo prevede che il profilo dei minori venga automaticamente reso privato e accessibile unicamente per gli amici «riconosciuti» e non direttamente a partire dal sito o per l'intermediazione di un motore di ricerca.

1 SU 5 BERSAGLIO DI PEDOFILI - Garantire e tutelare la navigazione nella Rete, è stato sottolineato a Bruxelles, è un obbiettivo che supera i confini nazionali: i bambini in rete aumentano sempre di più e rappresentano una grossa fetta dei 42 milioni di utenti che usano regolarmente i siti di socializzazione e che, secondo la Commissione Ue, diventeranno 107 milioni entro il 2012. Numeri preoccupanti se si considerano i rischi che corrono: tre su quattro dei bambini e adolescenti che entrano in chat quotidianamente sono disposti a condividere informazioni personali in cambio di favori e aiuti. Ogni anno un bambino su cinque diventa bersaglio di predatori o pedofili. Sono dati dell'Agenzia delle telecomunicazioni delle Nazioni Unite e della Commissione Europea, promotori della giornata per la navigazione sicura che prevede più di 500 eventi in 50 Paesi del mondo: «La sicurezza online dei bambini deve rientrare tra le priorità globali» - ha detto Hamadoun Tourè, Segretario Generale dell'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (Itu) dell'Onu.

IN ITALIA -In Italia, il Safer Internet Day è stato anticipato dall'allarmante rapporto di Telefono Arcobaleno, il 13esimo dell'organizzazione che da anni lotta contro lo sfruttamento sessuale infantile. Sconvolgenti i numeri che alimentano il mercato della pedofilia online: 36mila bambini «scambiati» in Internet 20 miliardi di volte negli ultimi 13 anni. Il 42% - si legge nel rapporto - ha meno di 7 anni e il 77% meno di 9 anni. «Il nostro paese non può abbassare la guardia in tema di tutela dei minori da ogni forma di violenza, a partire dall'indifferenza che ne è spesso espressione», ha scritto in un messaggio agli organizzatori il presidente della Camera, Gianfranco Fini. «La giornata odierna - ha sottolineato - aiuta a non spegnere i riflettori su questioni tanto strategiche per il futuro di tutti noi». Un futuro che si presenta a tinte fosche, nel quale è bene ascoltare anche i diretti interessati, sempre più connessi, sempre più a loro agio sul web e sempre più precocemente. Secondo un'indagine di Save the Children-Adiconsum, il 51,8% dei ragazzi tra 10 e 16 anni usa i servizi del web di nuova generazione, come i blog o Youtube. E chiede ai gestori dei siti una maggiore protezione della privacy, più informazione e protezione da contenuti inadeguati (per maggiori informazioni www.easy4.it). Il servizio più usato è la messaggistica istantanea (50,9%), seguito dalla visualizzazione video (48%) e dai social network (32,5%). E c'è anche un 9% che accede occasionalmente a servizi rivolti esclusivamente a maggiorenni

POCHE LIMITAZIONI - I teenager italiani hanno poche limitazioni nell'utilizzo della Rete: secondo una ricerca di Microsoft, quasi la metà (49%) utilizza Internet senza alcun tipo di supervisione da parte degli adulti, mentre i genitori in Norvegia (28%) e in Spagna (21%) preferiscono monitorare la navigazione dei propri figli. Un atto di dovuta prudenza, visto che l'età dell'accesso alle maglie del web si abbassa di continuo: a sette anni chattano in rete con amici e sconosciuti e, già alle elementari - dice un'indagine Telefono Azzurro-Eurispes - 33 bambini su cento frequentano abitualmente Facebook, le communities e i blog. Usano il web per giochi di ruolo, cyber bulli o vittime che insultano, intimidiscono o cercano amici usando la rete. E ancora sugli adolescenti: il 73% visita abitualmente YouTube. Se ricevono molestie via Internet, il 58,4% afferma di troncare ogni rapporto; di evitare la chat, il forum o il sito dove ha conosciuto il molestatore (13%); di non rispondere (45,4%). Il 19,8% lo invita esplicitamente a non dare più fastidio. Solo il 3,1% ne parla con un adulto.

AUTOREGOLAMENTAZIONE - Tutti d'accordo sul fatto che serva un codice di autoregolamentazione: lo esorta Valerio Neri di Save the Children. E i gestori si dicono favorevoli: da Cristian Perrella di MySpace Italia a Daniela Cerrato di Virgilio. «Servono regole, le chiedono gli stessi ragazzi» afferma Isabella Rauti, direttore del Dipartimento Pari Opportunità, madre di un quattordicenne che «passa molte ore al giorno su Facebook». La strada da seguire è la «coregolamentazione» secondo il capo dell'Ufficio legislativo del Ministero della comunicazione, Stefano Selli. Per l'associazione Meter occorre ripristinare il Comitato Internet e Minori.
Microsoft ha annunciato la nascita di un'iniziativa che vede i suoi manager, opportunamente formati, andare nelle scuole ad aiutare i ragazzi a conoscere Internet e a promuovere un mondo online più sicuro. Sono coinvolti 23 Paesi europei e 800 dipendenti che faranno formazione su 50mila ragazzi, genitori e insegnanti.

Fonte Corriere.it

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