“U.F.O. E COVER UP”

Scritto da Spiare.com • Mercoledì, 21 gennaio 2009 • Categoria: Servizi Segreti


Nell’accogliente giardino estivo della caffetteria “Serre Petitot” si è svolta una nuova conferenza del gruppo GALILEO di Parma, in collaborazione con la sede locale del Centro Ufologico Nazionale.

L’ argomento della serata, il cover up, è stato presentato da Luca Ritali, uno dei consiglieri di GALILEO.

Il relatore ha introdotto il tema dei rapporti tra gli U.F.O. ed i servizi segreti spiegando brevemente le mansioni operative dei servizi stessi e la loro struttura.

Il compito principale dei servizi è quello di proteggere lo stato dalle diverse minacce a cui è sottoposto, e per fare questo vengono adottate due forme diverse di spionaggio.

Quello umano che si basa su degli agenti segreti e quello tecnico che è rappresentato dagli aerei a dai satelliti spia.

E’ stata quindi mostrata all’interessato pubblico una panoramica sull’intelligence americana, in modo particolare sulla C.I.A. (Central Intelligence Agency) e sull’ F.B.I. (Federal Bureau of Investigation), su quella dell’ex Unione Sovietica (il KGB) e su quella italiana (il Cesis ed il Sisde).

Dopo questa premessa necessaria Ritali ha incominciato a parlare del ruolo che i servizi segreti hanno avuto, ed hanno tuttora, in merito agli oggetti volanti non identificati.

Proprio come diceva W. Churchill “la verità è così preziosa che bisogna proteggerla con una continua cortina di menzogne”, sembra che l’operato dei servizi sia finalizzato a questo scopo.

In pratica il loro ruolo, secondo il relatore, sarebbe quello di inquinare le notizie riguardanti gli U.F.O. per farle sembrare false e nascondere la verità.

Lo scopo di questa operazione di insabbiamento e depistaggio sarebbe quello di evitare il panico di massa.

Nel 1938, infatti, O. Welles effettuò una trasmissione radiofonica in cui raccontò un passo del romanzo “la guerra dei mondi”, consistente in alcuni bollettini che informavano la popolazione dello sbarco dei marziani sul pianeta, nei pressi di New York, e di alcune battaglie vinte dagli “spaziali” nei confronti dei terrestri.

Il risultato fu che si sparse immediatamente il panico più totale su tutta la costa orientale degli Stati Uniti. Ovunque c’era gente che scappava fuori città intasando le strade e che si riuniva in chiesa pregando. Chi per l’emozione ebbe un malore e morì chi per non farsi prendere si suicidò. Quando alla fine la radio cominciò a spiegare che si trattava di un romanzo radiofonico e non della realtà non venne creduta. Ci vollero parecchie ore per riprendere il controllo della situazione e ci furono danni per milioni di dollari.

Quindi per evitare situazioni come quella del ’38, secondo il relatore, i servizi segreti sarebbero incaricati di occuparsi dell’occultamento delle prove riguardanti di U.F.O.

Un altro esempio portato all’attenzione del pubblico riguarda il famoso U.F.O. crash di Roswell del 1947.

Questa cittadina si trova nel Nuovo Messico (U.S.A.), ovvero il luogo in cui era concentrato il massimo della tecnologia mondiale del 1947.

Infatti nel New Mexico c’erano le basi in cui vennero effettuati i primi esperimenti nucleari e dove vennero provati i prototipi V2.

Caso strano, quella località era teatro anche di parecchi avvistamenti di oggetti volanti non identificati che volavano sulla zona, ed uno di essi si sarebbe schiantato nel terreno dell’allevatore McBrazel, nelle vicinanze di Roswell.

Dopo aver individuato i rottami del presunto disco, McBrazel avvisò lo sceriffo e la vicina base di Roswell.

I militari recuperarono lo scafo e ci fu l’annuncio ufficiale dell’aeronautica che parlava proprio del recupero di un disco volante.

La notizia venne anche pubblicata sul quotidiano locale il “Daily Record”, alchè il generale di brigata Roger R. Ramey, comandante dell’ottavo distretto Air Force di Forth Worth ed il tenente generale H. Vandenberg, vicecapo dell’Air Force, ordinarono al comandante della base di Roswell, col. Blanchard, di smentire tutta la faccenda e cambiare versione.

La versione ufficiale che fu data alla stampa, in un secondo tempo quindi, parlava del ritrovamento di un pallone sonda con dei manichini.

Il col. Blanchard venne mandato in licenza ed il caso fu presto smontato.

Secondo il relatore, quindi, tutto il caso Roswell rappresenta un esempio lampante della politica di insabbiamento che viene effettuata quando ci sono di mezzo vicende legate agli oggetti volanti non identificati.

Una cosa curiosa, poi, fu che il presidente degli Stati Uniti, Truman, 40 giorni dopo il caso Roswell firmò una legge speciale che in pratica diede il via alla nascita della C.I.A. ed alla costituzione dell’aeronautica come arma propria, capeggiata da quell’ H. Vandenberg che era stato a capo dei servizi segreti e che ordinò l’insabbiamento della vicenda dell’U.F.O. crash.


6 mesi dopo vennero poi istituite le prime commissioni di studio sul fenomeno U.F.O., le cui principali sono state individuate dal relatore nelle seguenti:

-Blue book (commissione di studio operativa dal 1952 fino al 1969);

-Commissione Robertson (introdotta nel 1953 e composta da scienziati che, secondo il relatore, avevano il compito di studiare il fenomeno e di effettuare quella politica del discredito sui testimoni di U.F.O. per non destabilizzare la popolazione);

-Commissione Condon (composta da scienziati ed ufologi dell’associazione NICAP).

Dopo poco tempo gli ufologi ed anche alcuni scienziati uscirono da quella commissione accusandola di poca serietà negli studi e di chiusura totale verso qualsiasi spiegazione che non fosse convenzionale.

Il dato importante comunque della commissione Condon è che su poco più di 12000 casi studiati, ben 701 rimasero inspiegati.

Il relatore ha quindi mostrato al pubblico alcune immagini riguardanti i famigerati documenti del Majestic 12.

Si tratta in pratica di alcuni carteggi che sarebbero stati spediti in forma anonima ad un ufologo americano negli anni ’80, riguardanti importanti notizie sugli oggetti volanti non identificati e su presunti U.F.O. crash.

Secondo Ritali questi documenti hanno al loro interno diversi punti controversi e parecchie contraddizioni, tali da far pensare che si tratti di materiale falso prodotto con lo scopo del depistaggio e dell’offuscamento della verità.

Si è quindi parlato di alcune morti misteriose collegate con il discorso U.F.O., come quella del fisico James McDonald che pubblicò diversi rapporti in cui si contestavano le conclusioni del rapporto Condon.

McDonald morì tragicamente nel 1971, la versione ufficiale parlò di suicidio ma diversi punti oscuri rimasero.

Un fatto poi molto significativo è stato portato all’attenzione del pubblico da Ritali, e riguarda il ricorso alla giustizia presentato da un comitato di cittadini contro il segreto sugli ufo (CAUS).

Questo comitato si appellò al FOIA (legge sulla libertà di informazione) chiedendo il rilascio di documenti sugli oggetti volanti non identificati da parte del governo americano.

In un primo tempo la risposta fu che tali documenti non esistevano, poi dopo una serie di ricorsi il CAUS ottenne l’ammissione dell’esistenza di tali documenti, anche se non potè visionarli in quanto il giudice che si era occupato del caso dichiarò testualmente:”la testimonianza giurata a porte chiuse in questione presenta considerazioni concrete che hanno aiutato la Corte a stabilire che l’interesse del pubblico nel rilascio dei documenti risulta spropositato rispetto alla delicatezza della natura di tale materiale  e all’ovvio effetto sulla Sicurezza Nazionale che un simile rilascio comporterebbe”.

Secondo il relatore questa dichiarazione la dice lunga sull’importanza del fenomeno U.F.O.

Alcuni paesi come gli States, quindi, continuerebbero a negare il fenomeno cercando di coprirlo, mentre altri come Francia e Belgio hanno ammesso pubblicamente la sua esistenza.

Negli anni ’90 ,infatti, vi è stata un’ondata di avvistamenti ufologici in Belgio e l’aeronautica ha indetto una conferenza stampa in cui spiegava ciò che era successo mostrando anche i tracciati radar degli avvistamenti, mentre in Francia l’istituto di studi della difesa ha redatto un manuale in cui si parla esplicitamente di U.F.O. riconoscendo il fenomeno.

In Francia, poi, esiste anche una commissione governativa che si occupa di oggetti volanti non identificati, si tratta del SEPRA.

Alcuni paesi quindi hanno avuto il coraggio di ammettere chiaramente l’esistenza del fenomeno, ed altri come U.S.A. e l’ex U.R.S.S. avrebbero addirittura le prove, secondo il relatore.

Infatti nel 1958 una formazione U.F.O. sorvolò l’U.R.S.S. e si diresse verso gli Stati Uniti D’America, quando il NORAD (comando supremo della difesa aerea nordamericano) diede l’allarme e furono fatti partire dei caccia.

Si scoprì poi che si trattava di U.F.O. e non di aerei sovietici ed una possibile guerra tragica fu evitata.

Per scongiurare tale ipotesi nel 1971 fu stipulato un accordo fra i due paesi per ridurre il rischio di una guerra nucleare.

Questo accordo prevedeva al punto n°3 l’impegno delle parti ad informarsi nel caso di avvistamento di oggetti volanti non identificati.

I punti precedenti ed appena successivi riguardavano l’avvistamento di aerei non identificati e di missili, quindi di cosa si poteva trattare nel caso di oggetti volanti non identificati?

Ritali ha quindi elencato diversi enti che si occuperebbero della questione U.F.O., come le squadre speciali paramilitari della C.I.A., la DIA (pentagono), l’AFOSI (controspionaggio dell’aeronautica) che sarebbe la responsabile, secondo il relatore, del rilascio di falsi clamorosi atti a depistare le ricerche; le forze speciali dotate di elicotteri senza contrassegno; la NASA (per gli oggetti volanti non identificati nello spazio); il NORAD (comando supremo della difesa aerea nordamericano), l’AIR FORCE SPACE COMMAND, e l’ISTITUTO NAVALE (per gli U.S.O., ovvero gli oggetti sommersi non identificati).

E’ stata quindi mostrata la pagina del Corriere della Sera del 05/08/2002 in cui si parlava di un sorvolo da parte di oggetti non identificati su Washington che provocò l’allarme del NORAD ed il volo di alcuni caccia americani che però non riuscirono ad individuare nulla.

Questa notizia è clamorosa per diversi motivi, per prima cosa un avvistamento molto simile era già stato effettuato esattamente 50 anni prima nello stesso luogo, poi occorre segnalare che la zona sopra Washington è interdetta al volo.

Nonostante l’importanza della notizia, in Italia l’unico quotidiano che ne parlò fu il Corriere della Sera, mentre i media televisivi ignorarono il fatto.

Ritali qui ha amaramente sottolineato il discorso che se una notizia non viene data dalle televisioni viene praticamente ignorata dall’opinione pubblica ed è come se non fosse mai successa.

In conclusione alla sua ottima relazione, il relatore ha mostrato al pubblico il modulo di catalogazione degli avvistamenti di oggetti volanti non identificati in dotazione ai carabinieri, per sottolineare ancora una volta come il fenomeno sia reale.

Il compito di concludere la serata è spettato al dottor Giorgio Pattera (vicepresidente di GALILEO) che ha parlato della famigerata AREA 51.

Questa base, la cui esistenza era negata fino a pochi anni fa dal governo U.S.A., si trova nel deserto del Nevada e non è segnalata nelle cartine topografiche.

La leggenda vuole che al suo interno si svolgano operazioni di retroingegneria su presunti scafi alieni recuperati.

Sicuramente in questa base sono stati sperimentati diversi velivoli altamente tecnologici come l’aereo “invisibile” Stealth.

Pattera ha quindi mostrato una foto satellitare di questa enorme zona (è grande come la Svizzera) in cui si possono riconoscere la pista di atterraggio più grande al mondo, 25 km di lunghezza, e diverse aree con specifiche funzioni.

Molto interessante, poi, è stata la foto di un pass che servirebbe per entrare nella zona.

E’ curioso, ha fatto notare Pattera, come il governo negasse l’esistenza della base e poi ci fossero dei pass per entrarci che automaticamente ne confermavano l’esistenza.

La zona circostante l’aera 51 è off-limits ed è sorvegliata da militari con armi che vietano a chiunque di avvicinarsi.

All’interno della base, che ricordiamo è anche sotterranea, lavorerebbero migliaia di persone fra tecnici, ingegneri e scienziati.

Alcuni di questi sarebbero riusciti a portare all’esterno dei frammenti di filmati effettuati all’interno della base.

In questi fotogrammi si vedrebbero delle entità umanoidi all’interno di grossi contenitori e dei militari intenti a sorvegliarli.

Pattera ha quindi mostrato alcuni documenti relativi al MJ12 in cui si parla di entità biologiche extraterrestri e di androidi che sarebbero all’interno dell’area 51.

La serata si è conclusa dando appuntamento al pubblico alle altre due serate “ufologiche” che si effettueranno presso la Caffetteria “Serre Petitot” l’11 ed il 18 di luglio in cui si parlerà rispettivamente di cerchi nel grano e di avvistamenti ufologici nel parmense.

Fonte
Centrostudifortiani

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