Israele-Turchia: spunta ad Ankara psicosi uccelli-spia
Scritto da 100spiare • Mercoledì, 16 maggio 2012 • Commenti 0 • Categoria: Spionaggio
Sono volatili migratori dal piumaggio coloratissimo, abituati a incrociare le rotte del Medio Oriente e dell'Asia centrale. E di solito attirano l'attenzione di ornitologi od osservatori dilettanti. Ma in questa stagione i gruccioni rischiano di fare inopinatamente le spese del clima di sospetto venutosi a creare fra Turchia e Israele, un tempo alleati strategici nella regione. Ad Ankara sono ormai additati niente meno che come fantomatiche spie sioniste: per colpa di piccoli dispositivi di rilevamento i quali - si azzarda - potrebbero essere state agganciati alle loro zampette da oscuri 007. La stampa israeliana riprende oggi la vicenda in toni piu' faceti che seri. Ironizzando sulla psicosi di questi molto presunti 'Angry Birds' targati Mossad. Stando al tabloid Yediot Ahronot, tutto sarebbe nato dal banale ritrovamento in Turchia di un povero gruccione morto. Esaminato da qualche curioso, il volatile (Merops Apiaster, secondo il linguaggio scientifico) ha rivelato attorno a una zampa un anellino con la scritta Israele.
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Probabilmente non te ne accorgi neppure, ma i tuoi dati sensibili formano una nuvola d’informazioni che vaga incontrollata per il web e non puoi mai sapere dove vada a finire. Ecco svelati tutti gli spioni del mondo nell’era post-computer.I rischi per strada - Le minacce per la privacy sono molteplici e hanno diversi gradi di gravità: per capirci, non è confrontabile il pericolo rappresentato dal furto di una foto su Facebook con quello delle coordinate bancarie. In prima battuta, infatti, ci sono rischi più leggeri, a cui tutti siamo inevitabilmente esposti. Ormai, per esempi, non esiste luogo pubblico che non sia disseminato di sistemi di videosorveglianza e anche per strada è tutto un susseguirsi di strumenti di monitoraggio, tra le auto di Google Street Viewe i vari autovelox, tutor e ZTL. È evidente che non puoi fare nulla per evitarli, se non girarci al largo.
Il premier Mario Monti nomina Gianni De Gennaro sottosegretario e gli affida la delega ai servizi segreti. Al suo posto, al Dis Dipartimento informazioni per la sicurezza), l'organo di coordinamento dell'intelligenceitaliana, arriva l'ambasciatore Giampaolo Massolo.Plausi bipartisan alle scelte. Il presidente del Copasir Massimo D'Alema, auspica che «esse consentano la prosecuzione di quella collaborazione che ha caratterizzato in questa legislatura i rapporti tra Parlamento e governo nella delicata materia della sicurezza nazionale e dell'intelligence».Tecnico della sicurezza per eccellenza, l'ex capo della polizia entra dunque per la prima volta al Governo con il preciso mandato affidatogli da Monti di razionalizzare e rendere più efficienti i servizi segreti, dando impulso alla piena applicazione della legge di riforma che ha ormai quasi cinque anni. La spending review ha toccato anche le barbe finte e, dunque, sono state le indicazioni del premer, non sono più accettabili sovrapposizioni di compiti e strutture tra le agenzie.
Prima dell'estate del 2009, passeggiando per Teheran, era ancora possibile fermarsi in un internet caffè e controllare la propria pagina facebook o rispondere a qualche messaggio di posta sorseggiando uno sharbat. Dopo la contestata vittoria alle elezioni di Mahmoud Ahmadinejad e la sua conferma ufficiale nell'agosto 2009, l'Iran è sprofondato a tutti gli effetti in un clima di "paranoia delle telecomunicazioni". Questo è quanto scrive Narges Bajoghli sul Middle East Research and Information Project in un'analisi dal titolo "Lotta cibernetica".Una lotta iniziata nel giugno 2009 quando la Nokia-Siemens Network conferma di aver venduto al regime iraniano la tecnologia per intercettare le chiamate telefoniche e una serie di strumenti per la censura via web. Oggi gli iraniani sospettano che l'orecchio onnipresente degli Ayatollah sia in ascolto anche quando i telefoni cellulari sono spenti. Nelle riunioni familiari o in occasione di feste nessuno si siede prima di aver spento i telefoni, rimosso la SIM e staccato la batteria. La maggior parte degli iraniani è costretta ad acquistare gli apparecchi forniti dalle compagnie telefoniche nazionali. Un iPhone 4S, col regime sanzionatorio attualmente in vigore, costa l'equivalente di 1600 dollari.
Una grande operazione di spionaggio terroristico degna di un film di Hollywood: il kamikaze che con una bomba nascosta nella biancheria intima che si preparava a far saltare in aria un aereo di linea diretto negli Stati Uniti per «vendicare Osama bin Laden» non era un terrorista di al Qaida, ma uno 007 al servizio della Cia e dei servizi sauditi e yemeniti. A rivelarlo fonti americane e straniere, secondo cui l'agente, di cui non è stata rivelata la nazionalità, è rimasto per settimane nel cuore del più pericoloso ramo di al Qaida, quello della Penisola arabica, e ha ottenuto la fiducia necessaria per farsi affidare un sofisticato ordigno esplosivo che, senza parti in metallo, sarebbe potuto passare attraverso i metal detector di molti aeroporti. Una volta entrato il possesso dell'ordigno, l'infiltrato è riuscito a lasciare in segreto lo Yemen e a consegnarlo all'Fbi, che ora lo sta esaminando con la massima cura nella sua base di Quantico.
Due anni fa, un pezzo di codice informatico difettoso infettò il programma nucleare iraniano e distrusse molte delle centrifughe utilizzate per arricchire l'uranio. Alcuni osservatori definirono questo evidente sabotaggio come il precursore di una nuova forma di guerra e il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Leon Panetta, mise in guardia gli americani dal pericolo di una «Pearl Harbor cibernetica» contro gli Stati Uniti. Ma cosa sappiamo veramente dei conflitti informatici?L'impero cibernetico dei computer e delle relative attività elettroniche è un ambiente complesso creato dall'uomo e gli avversari umani sono motivati e intelligenti. Le montagne e gli oceani sono difficili da spostare, ma porzioni di cyberspazio possono essere attivate e disattivate premendo un interruttore. E' molto più economico e più rapido spostare gli elettroni da una parte all'altra del mondo che spostare grandi navi su lunghe distanze.I costi necessari per costruire tali navi – cargo multifunzioni e flotte di sottomarini creano enormi barriere all'ingresso, permettendo il predominio navale degli Stati Uniti. Ma le barriere che chiudono il dominio informatico sono così poco difese che gli attori non statali e gli stati di piccole dimensioni possono svolgere un ruolo significativo con spese modeste.
L'indimenticabile Ammiraglio si è "congedato dalla vita" all'età di 80 anni, il 22 febbraio 2003, a Roma. Mi piace ricordarlo con un suo leggendario concetto che sovente amava esprimere: «Per fare un determinato lavoro bisogna essere dei veri galantuomini, altrimenti, si rischia di sporcarsi, non solo le mani...». In un momento in cui si discute di attuare la riforma dei servizi segreti italiani, non si può fare a meno di ricordare il grande protagonista dello spionaggio internazionale.
Il Parlamento americano si appresta a votare emendamenti e modifiche al Cyber Intelligence Security and Protection Act, tra le proteste degli attivisti internet, che lamentano una totale mancanza di rispetto per la riservatezza degli utenti.La legge, che dovrebbe regolare il rapporto tra sicurezza nazionale e privacy online, verrà con ogni probabilità modificata per permettere agli organi di polizia e alle istituzioni governative di setacciare il web alla ricerca di dati, senza alcuna restrizioni sui modi e i tempi di conservazione delle informazioni. Il Cispa riprenderà così i principi del Patriot Act votato in fretta e furia dopo gli attentati dell'11 settembre 2001, che limitava le libertà personali e dava ampi poteri a tutti gli organi di sorveglianza. E-mail, profili sui social network e account bancari sono a rischio spia.Non stupisce il fatto che la legge sia sponsorizzata da un centinaio di compagnie hi-tech, tra cui alcune operanti in rete: le aziende sperano che una minore protezione della privacy lasci campo libero allo sfruttamento commerciale dei dati degli internauti. Insomma, sostenere l'atto governativo potrebbe portare giovamento indiretto ai più importanti marchi dell'economia digitale.
Ha 30 anni, è del Nord, è laureato in informatica. A «Panorama» confessa: «Che emozione, quando ho ricevuto la chiamata dello Stato». Nessuno sa, neanche i genitori, qual è il suo lavoro. «Certe cose, prima, le avevo viste solo nei film». Da studente modello a mister X L'agente segreto, assunto da un mese e mezzo, durante l'intervista con «Panorama», fotografato nella sede del Dipartimento informazioni per la sicurezza, a Roma. «Come ho deciso? Mi hanno telefonato. Sorpreso? Molto sorpreso». Ha quasi 30 anni, è laureato in informatica con 110, è nato e ha studiato in una regione del Nord ed è il primo assunto dai servizi di intelligence grazie alla selezione nelle università. Lavora all'Aise, l'ex Sismi. Chi scrive non sa neanche il suo nome, pur avendolo incontrato per intervistarlo. Un giovane brillante destinato all' estero e che invece è diventato l'apripista di una nuova generazione di agenti segreti: l'agente 007 2.0. Perché il cyberspazio è il campo di battaglia del futuro e l'informatica la scienza regina.
